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CLASSIFICA DI SERIE A, LE MIGLIORI


Finiamo la rassegna della classifica di Serie A con le prime posizioni.

SASSUOLO pos finale 12

A fine campionato 2013-14 l'imprenditore Giorgio Squinzi, attuale presidente di Confindustria e dell'Unione Sportiva Sassuolo Calcio, conferma Di Francesco in panchina per la seconda stagione consecutiva in Serie A, dopo averlo esonerato e richiamato durante la stagione trascorsa (periodo in cui i neroverdi, con Malesani allenatore, hanno perso le 5 partite disputate).
La rosa, come nel caso dell'Empoli, è composta prevalentemente da giocatori giovani e italiani ma, a differenza della squadra toscana, la società ha una buona disponibilità finanziaria e nel mercato è riuscita a risolvere a proprio favore compartecipazioni importanti, come quelle di Sansone e Zaza, rafforzandosi con gli innesti di Consigli, Peluso, Vrsaliko e Taider (giocatori affermati e giovani di buona prospettiva).

Il calendario comincia in salita e l'avvio lascia spazio a preoccupazioni.
Nei primi 6 turni totalizza appena 3 punti, grazie ai pareggi contro Cagliari, Sampdoria e Inter.
Alla 7^ giornata il campionato del Sassuolo svolta: i neroverdi, ultimi in classifica, affrontano la Juventus, a punteggio pieno, davanti a 23.000 spettatori, con il Mapei Stadium che per l'occasione ha tolto le barriere solitamente predisposte. La squadra di Di Francesco se la gioca alla pari e conclude la gara sull'1-1, dopo aver conseguito il vantaggio con Zaza (sulla quale la Juventus ha 2 opzioni di diritto di riacquisto, con scadenze fissate a 30/6/15 e 30/6/16).
Nelle seguenti 12 giornate la squadra uscirà sconfitta in una sola occasione, 2-1 al Barbera, e registrerà 5 vittorie, per un totale di 21 punti.

Nel girone di ritorno, con il traguardo minimo oramai raggiunto e con qualche assenza determinante (oltre al non eccellente periodo di Berardi prima e Zaza poi), il rendimento dei neroverdi calerà e i risultati anche.

Nel finale di stagione il Sassuolo si risolleva e, con 4 vittorie negli ultimi 4 turni, termina in 12^ posizione.
La squadra allenata da Eusebio Di Francesco si distingue per coraggio e personalità, schierando sempre 3 attaccanti e non rinunciando mai alla propria filosofia di gioco, che prevede un baricentro medio-alto e che ha lo scopo di innescare verticalmente il tridente offensivo (una sorta di Zeman più moderato).

Miglior marcatore: Berardi (15 reti)
Giovani che si sono messi in luce: (oltre al tridente offensivo, già noto a tutti per la stagione scorsa), Vrsaliko (92)

PALERMO pos finale 11

Dopo un solo anno di Serie B, preceduto da 9 nella massima serie, il Palermo torna a giocare in Serie A.

L'irascibile presidente Zamparini conferma in panchina Iachini, autore del trionfo in B con il record assoluto di punti conquistati (86) nella seconda serie italiana.
L'avvio non è entusiasmante, anche a causa di una buona dose di sfortuna, e nelle prime 6 giornate la squadra totalizza appena 3 punti con 3 pareggi.
La prima vera sorpresa positiva si verifica al 10° turno, dove i rosanero vincono la 2^ gara consecutiva, battendo meritatamente il Milan a San Siro per 2-0.
Dalla 9ª alla 15ª giornata il Palermo ottiene sette risultati utili consecutivi eguagliando il record della stagione 2009-2010, che viene poi superato con il pareggio per 3-3 contro l'Atalanta nella 16ª giornata.
L'anno solare 2015 si apre con il nono risultato utile consecutivo, ossia il 5-0 contro il Cagliari; nella giornata successiva, con la sconfitta per 4-3 contro la Fiorentina in trasferta, tale striscia si interrompe.

Nel girone d'andata il Palermo perde una sola gara al Barbera, 4-0 contro la Lazio al quinto turno,e vince una sola gara in trasferta.
Nella seconda metà di campionato uscirà vincente dai campi di Udinese, Cagliari e Roma (all'ultima giornata).

Da sottolineare le prestazioni di Barreto, in costante miglioramento nonostante la non più giovane età, e della talentuosa coppia d'attacco formata da Vazquez e Dybala (quest'ultimo ceduto alla Juventus).

Miglior marcatore: Dybala (13 reti)
Giovani che si sono messi in luce: Dybala, Quaison, Chochev, Belotti (93), Lazaar (92)

MILAN pos finale 10

Il 9/6/14 viene nominato nuovo allenatore l'ex centravanti rossonero e Campione del Mondo 2006 Filippo Inzaghi, già allenatore degli Allievi Nazionali prima e della formazione Primavera poi, che prende il posto dell'esonerato Clarence Seedorf.
Al suo fianco, nel ruolo di allenatore in seconda, viene riconfermato lo storico vice Mauro Tassotti, al suo trentacinquesimo raduno rossonero tra giocatore prima e tecnico poi.

La squadra milanese, per la prima volta nell'arco di 16 anni, non partecipa a nessuna
competizione europea, dopo l'ottavo posto della stagione precedente.

La compagine rossonera ha un cammino regolare e si mantiene nella parte alta della classifica fino quasi alla sosta natalizia.
Alla ripresa del campionato il Milan conosce un grave periodo di crisi in cui raccoglie un solo punto in quattro partite.

Tra la 16 giornata, dopo aver sconfitto il Napoli a San Siro, e la e la 27^ i rossoneri totalizzano appena 11 punti, con 5 sconfitte e 2 sole vittorie contro Parma e Cesena.
Il 27 gennaio viene eliminato dalla Coppa Italia perdendo 1-0 in casa contro la Lazio.

Gli arrivi maggiormente blasonati del mercato di gennaio, Cerci e Destro, portano poco alla causa rossonera che sembra gradualmente perdere l'atteggiamento provinciale della prima metà di campionato, dove raccoglie buoni risultati come lo 0-0 (in inferiorità numerica per mezzo tempo) contro una Roma in forma e che, più in generale, categorizza il Milan di Inzaghi come una squadra coperta adatta a ripartire in velocità e meno a costruire azioni manovrate contro squadre schierate.

Le voci riguardanti il possibile esonero accompagnano l'allenatore nella seconda metà di campionato, dove gara dopo gara ci si rende conto che il Milan non accederà a nessuna competizione europea.
Il 30-5 i rossoneri chiudono la stagione vincendo all'Atleti Azzurri d'Italia contro l'Atalanta per 3-1 e terminano al 10° posto con 52 punti (5 in meno della stagione precedente), con un bilancio di 13 vittorie, 13 pareggi e 12 sconfitte.

Da sottolineare le prestazioni di Diego Lopez, spesso migliore in campo, Menez, alla sua stagione più prolifica e spesso utilizzato come falso nueve, De Jong, leader in campo che difficilmente va sotto la sufficienza in pagella, e di Bonaventura, capace di adattarsi ad ogni ruolo senza mai calare dal punto di vista del rendimento.
Miglior marcatore: Menez (16 reti)

TORINO pos finale 9


Nella stagione 2014-2015 il Torino, al ritorno dopo vent'anni in una delle maggiori coppe europee, si presenta ai nastri di partenza con un rinnovato reparto d'attacco: ceduta la coppia-gol della precedente annata, Cerci-Immobile, arrivano a rimpiazzarli Fabio Quagliarella (quest'ultimo già prodotto del vivaio granata, di ritorno alla base dopo nove anni) e il brasiliano Amauri, cui si aggiungerà, nel mercato di riparazione, anche l'argentino Maxi López.
Il resto della rosa vede, principalmente, gli innesti di Cristian Molinaro e del carioca Bruno Peres.

La squadra ha un avvio sottotono, pagando il minor tasso tecnico a seguito delle cessioni estive; in particolar modo, sfortunata per i colori granata è la stracittadina del 30 novembre persa 1-2 alla Stadium nei minuti di recupero, nonostante la superiorità numerica e la «rete capolavoro» di Peres, giunta a corollario di un coast to coast palla al piede lungo quasi ottanta metri, che interrompe per il Toro un'astinenza sottorete nei derby lunga dodici anni.

Dopo la grande prestazione in campionato e i 12 risultati utili consecutivi ottenuti (grazie anche all'eccellenti prestazioni del difensore centrale Kamil Glik), il Torino, il 26/4, torna a vincere il derby per 2-1 contro la Vecchia Signora dopo un'astinenza di 20 anni (20/1/95).

In Coppa Italia i piemontesi, entrati in gioco direttamente agli ottavi, vengono eliminati dalla Lazio col risultato di 3-1.
Più fruttuoso il cammino in Europa League dove la squadra torinese supera la fase a gironi da seconda del proprio raggruppamento ed elimina l'Atletico Bilbao ai sedicesimi di finale, entrando nella storia con lo spettacolare 3-2 al San Mames del 26/2, prima vittoria di sempre di un'italiana a Bilbao.
Il percorso europeo si interrompe nel turno seguente contro lo Zenit San Pietroburgo, anche a causa di più errori arbitrali e nonostante la vittoria per 1-0 nella gara di ritorno all'Olimpico di Torino.

La squadra proseguirà il campionato a ridosso delle posizioni valevoli l'accesso in Europa, terminando in 9^ posizione con un bilancio di 14 vittorie, 12 pareggi e 12 sconfitte.

I meriti di Ventura sono molteplici ed era impensabile a inizio che questa squadra potesse raggiungere i risultati ottenuti: Quagliarella non andava in doppia cifra dalla stagione 2009-10 (e nell'ultima aveva segnato una sola rete), Amauri veniva da un'ottima seconda metà di campionato con il Parma ma, a fronte dei suoi attuali 36 anni, era ed è per forza di cose in fase calante; Maxi Lopez non giocava con continuità da tempo e aveva collezionato 15 reti nelle ultime 3 stagioni e mezzo, contro le 12 di quest'ultima metà.
Gli esterni Darmian e Bruno Peres si sono "fatti grandi" col tecnico originario di Genova che, stando anche a quanto riportato dai suoi ex giocatori, è particolarmente bravo nel gestire i rapporti umani, oltre dare un' impronta tattica che risulta evidente.

Miglior marcatore: Quagliarella (17 reti di cui 13 in campionato)
Giovani che si sono messi in luce: Maksimovic (91), Bruno Peres (90)

INTER pos finale 8

La stagione 2014-15 prende avvio dai play-off di Europa League in cui l'Inter elimina l'islandese Stjarnan.
La squadra nerazzurra otterrà anche il primo posto nel girone F davanti a Dnipro, Qarabag, e Saint-Étienne con un bilancio complessivo di 3 vittorie e 3 pareggi.

Nei primi 4 turni di campionato l'Inter totalizza 8 punti con 2 vittorie interne, tra cui il 7-0 rifilato al Sassuolo, e 2 pareggi in trasferta contro Torino (0-0) e Palermo (1-1). Nella gara successiva l'Inter perde pesantemente a San Siro contro il Cagliari col risultato di 4-1; in seguito registrerà altri esiti negativi, tra cui spiccano le sconfitte contro Fiorentina (3-0) e Parma (2-0, ultima classificata) e il pareggio per 2-2 in casa col Verona, ultima dell'allenatore ex Napoli sulla panchina nerazzurra.

L'ambiente, in particolare modo la tifoseria, non è dalla parte del tecnico e i risultati negativi compresi tra la 5^ e l'11^ giornata portano al primo esonero a stagione in corso della carriera di Mazzarri.

Gli subentra Roberto Mancini, che guidò in modo glorioso l'Inter dal 2004 al 2008. La squadra cambia assetto tattico e disputa un calcio maggiormente predisposto al possesso di palla, passando dal 3-5-2 del tecnico toscano alla difesa a 4.

Dalla sessione di mercato invernale arrivano Shaqiri, Podolski, Brozovic e Santon.
I 2 recenti acquisti maggiormente blasonati spingono inizialmente il tecnico a schierare un 4-2-3-1 a trazione offensiva, con Guarin nei 2 di centrocampo più 3 trequartisti a supportare Icardi.

I risultati sono tutt'altro che esaltanti e, dopo la sconfitta della 21^ giornata contro il Sassuolo per 3-1, l'Inter verrà praticamente sempre disposta secondo un 4-3-1-2, comunque offensivo ma maggiormente equilibrato del modulo precedente, in special modo con l'inserimento di Brozovic.

Il percorso europeo prosegue nei sedicesimi di finale, turno in cui viene eliminato il Celtic con un pareggio (3-3) ed una vittoria (1-0).
Il 19/3 l'Inter esce negli ottavi contro il Wolfsburg, da cui subisce una doppia sconfitta (3-1 in Germania e 1-2 a San Siro).
La media punti del nuovo tecnico (39 pti in 27 partite= 1,44), uguale a quella di Mazzarri (1,454), non basta per raggiungere il 7° posto (valevole l'accesso in Europa con l'esclusione del Genoa) e la squadra termina in ottava posizione, rimanendo esclusa dalle coppe europee per la seconda volta in 3 stagioni.

Mauri Icardi si aggiudica, alla pari con Luca Toni, il titolo di capocannoniere con 22 reti: l'ultimo nerazzurro a vincere la classifica marcatori era stato Zlatan Ibrahimovic nel 2008-09 (25 reti).

Miglior marcatore: Icardi (27 reti di cui 22 in campionato)
Giovani che si sono messi in luce: Icardi (93), Brozovic (92)

SAMPDORIA pos finale 7

La stagione 2014-2015 vede il Doria impegnato per la 58esima volta nel Campionato di Serie A.
Dopo 12 anni di gestione la famiglia Garrone cede la società all'imprenditore romano Massimo Ferrero. Alla guida della squadra viene confermato il mister Sinisa Mihajlovi?.

L'avvio è estremamente positivo: al termine dell'ottava giornata la squadra blucerchiata è ancora imbattuta e occupa l'ottava posizione con 16 punti.
Resta nella memoria la vittoria nel derby della Lanterna, terminato un 1-0 con la rete su punizione di Manolo Gabbiadini, e lo 0-0 interno contro la Roma, seconda forza del campionato reduce da 6 vittorie e dalla sconfitta, che ha suscitato molte polemiche contro la Juventus.

In occasione del 1° turno infrasettimanale, alla 9^ giornata, la Sampdoria perde con una buona dose di sfortuna l'imbattibilità a San Siro contro l'Inter, che conquista i 3 punti grazie alla rete su rigore al 90' dell'ex Icardi.
Nelle gare successive ottiene risultati degni come il 3-1 ai danni della Fiorentina e il pareggio allo Juventus Stadium (sempre con gol di Gabbiadini), che pone fine a una striscia record di 25 successi interni per i bianconeri.
La Samp chiude il girone di andata al terzo posto, alla pari del Napoli, con 33 punti (8v, 9x e 2s).

Nella sessione di mercato la squadra perde il proprio miglior marcatore, Gabbiadini, e acquista Eto'o e Muriel, per rinfoltire il reparto avanzato.
Nei 5 turni successivi la squadra non riesce a vincere e totalizza 3 punti, con i pareggi per 1-1 contro Palermo, Sassuolo e Genoa.

Il cammino in Coppa Italia termina agli ottavi per mano dell'Inter (2-0) il 21/1.
Dopo questo momento di flessione, la squadra blucerchiata ottiene quattro vittorie consecutive: in rimonta a Bergamo con l'Atalanta (1-2), col Cagliari (2-0), in trasferta con la Roma (0-2, ponendo fine all'imbattibilità casalinga dei giallorossi) e con l'Inter (1-0).

Alla 28ª giornata, la squadra occupa il quarto posto solitario in classifica con 48 punti. Dopo questo poker di vittorie, la Sampdoria ottiene, nelle restanti dieci partite, una sola vittoria (in trasferta ad Udine, 1-4), cinque pareggi e quattro sconfitte (di cui due casalinghe contro Juventus e Lazio, entrambe concluse col risultato di 0-1) e chiude il campionato al settimo posto con 56 punti.

Il calo di rendimento nel finale di stagione deriva in parte dall'infortunio di Eder, costretto a saltare le ultime 6 gare e mezzo a causa di un infortunio al ginocchio. Tuttavia la compagine blucerchiata si qualifica all'Europa League 2015-16, grazie alla mancata concessione della licenza Uefa ai rivali del Genoa.

La Samp torna ad assaporare l'atmosfera europea dopo 5 anni ed inizierà la nuova stagione il 30/7 nell'andata del terzo turno preliminare della seconda competizione europea.

Nella prima parte di campionato la squadra si schiera con un 4-3-3 particolarmente attento alla fase difensiva, che risulta una delle migliori del campionato.
Nella seconda metà, anche a causa della cessione di Gabbiadini, il tecnico serbo opta per il rombo, che prevede Soriano in posizione di trequartista, o per lo spregiudicato 4-2-3-1, con Eto'o, Muriel e Okaka in campo contemporaneamente, che risultano meno solidi difensivamente.

Miglior marcatore: Eder (12 reti di cui 9 in campionato)
Giovani che si sono messi in luce: Romagnoli (95), Obiang (92), Soriano (91)

GENOA pos finale 6

Il Genoa 2014-15 debutta il 24 agosto in Coppa Italia contro il Lanciano e vince 1-0 grazie alla rete segnata da Mauricio Pinilla.
Il percorso in coppa si interrompe il 3/12 nel turno successivo ad Empoli, dove i toscani vincono 2-0.

L'avvio di campionato è eccellente e vede sconfitto il grifone in 2 sole occasioni nelle prime 14 giornate: 1-2 all'esordio contro il Napoli, dove i partenopei conquistano i 3 punti allo scadere dell'ultimo di recupero, e 0-1 nella stracittadina contro la Sampdoria del 5° turno.
Restano nella memoria le vittorie interne per 1-0 contro Lazio e Juventus, quest'ultima alla prima sconfitta in campionato.
Tra la 15^ e la 22^ giornata, complice anche un calendario sfavorevole, la squadra non riesce a vincere e registra 3 pareggi contro Aatalanta, Sassuolo e Fiorentina.

Nel mercato invernale, come spesso accade con Preziosi, la squadra cambia molto, nonostante gli ottimi risultati ottenuti, e cede giocatori che hanno dato tanto alla causa rossoblu: su tutti l'esterno Antonelli (Milan), l'interno Sturaro e il miglior marcatore della squadra, ovvero Matri (Juventus), oltre a Rosi, Greco, Fetfatzidis e Pinilla.
I nuovi arrivi, tra cui il giovane attaccante M'baye Niang, si inseriscono subito al meglio negli schemi di Gasperini e la compagine rosso blu riesce addirittura a migliorare il proprio rendimento, terminando il campionato in sesta posizione, con 30 dei 59 punti totali realizzati nelle ultime 17 giornate.

Nonostante ciò il grifone non giocherà l'Europa League 2015-16 a causa della mancata concessione della licenza Uefa.
Al suo posto al terzo turno preliminare accede la settima classificata, ovvero i rivali della Sampdoria; oltre al danno la beffa.

La squadra di Gasperini si è distinta per la capacità di cambiare tatticamente, anche più volte nel corso della stessa gara, il proprio modulo di gioco, con giocatori spesso interscambiabili, senza mai calare dal punto di vista della produttività di gioco.

Miglior marcatore: Iago Falque (13 reti)
Giovani che si sono messi in luce: Niang (94), Perin, Izzo (92), Bertolacci (91), Iago Falque (90)

NAPOLI pos. finale 5

Dopo una stagione soddisfacente, col trionfo in Coppa Italia e raggiungimento del 3° posto, il Napoli si appresta ad iniziare il secondo anno della gestione Benitez.
Il mercato estivo, che vede in uscita Reina - Revelliere - Behrami - Dzemaili - Pandev e in entrata Andujar - Koulibaly - David Lopez - De Guzman - Michu, non soddisfa le aspettative dei tifosi.
Il club partenopeo partecipa per la 5ª volta alla UEFA Champions League (la terza dopo il cambio di formato e denominazione avvenuto nel 1992) e per la 28ª volta a una competizione europea.

La stagione ufficiale si apre il 19 agosto con l'andata dei play-off di Champions contro l'Athletic Bilbao, giocata al San Paolo e terminata 1-1.
Nella gara di ritorno gli spagnoli si impongono per 3-1 e il Napoli viene eliminato dalla competizione, accedendo così in Europa League.

L'avvio di campionato delude le aspettative, complice anche l'astinenza gol dell'attaccante Higuain, e mette il Napoli subito nelle condizioni di inseguire il 3° posto, che raggiungerà con la vittoria alla 10^ giornata sulla Roma per 2-0.
Tra la 4^ e la 22^ giornata i giocatori partenopei escono sconfitti in sole 2 occasioni (trasferte contro Milan e Juventus), registrando 11 risultati utili consecutivi e riuscendo a distanziare le inseguitrici di 7 punti.

Il 22/12 conquista la sua seconda Supercoppa Italiana, battendo la Juventus ai calci di rigore 6-5, dopo l'1-1 dei tempi regolamentari e il 2-2 dei supplementari.

Nel mese di gennaio la squadra viene rinforzata, anche se forse nel reparto dove vi era meno urgenza, con l'acquisto di Gabbiadini.
Il girone di Europa League, composto da Young Boys - Sparta Praga - Slovan Bratislava, vede il Napoli qualificarsi come primo, con il bilancio di 4 vittorie, un pareggio e una sconfitta.

In concomitanza degli impegni di coppa (europei e non), la squadra totalizza appena 5 punti nelle seguenti 7 gare, perdendo 4 trasferte consecutive e vedendosi scavalcata dalla Lazio (oltre a essere raggiunta da Fiorentina e Sampdoria).

L'8/4 il cammino del Napoli in Coppa Italia si conclude: dopo aver eliminato Udinese e Inter, i detentori del torneo vengono sconfitti nel doppio confronto in semifinale dalla Lazio, che sbanca il San Paolo col risultato di 1-0 (1-1 all'Olimpico).

Dopo quasi 2 mesi dall'ultimo successo i partenopei inanellano 3 vittorie consecutive e accedono dopo 26 anni alle semifinali di Europa League (dopo aver eliminato Trazbonspor e Dinamo Mosca), battendo il Wolfsburg nella gara di andata in Germania per 4-1 (1-1 al ritorno).
L'urna di Nyon decreta come avversario gli ucraini del Dnipro che, grazie al discusso pari al San Paolo (1-1 con la rete ospite in evidente fuorigioco) e la vittoria di misura in terra ucraina, riescono ad eliminare la squadra italiana approdando in finale e spegnendo i sogni partenopei.

Nonostante le sconfitte contro Empoli (già salva), Juventus (campione d'Italia) e il pareggio a Parma (retrocessa), il Napoli all'ultima giornata ha ancora la possibilità di terminare al terzo posto, salvando così una stagione iniziata male e che rischia di concludersi peggio.
Dopo aver sfiorato il vantaggio con Callejon, il Napoli termina il primo parziale di gara sotto di 2 reti.
Nel secondo tempo gli uomini di Benitez agguantano il pareggio con la doppietta del Pipita Higuain, che al 75' fallisce dal dischetto la clamorosa occasione del 3-2 (l'esecuzione su rigore si conferma non far parte dell'immenso repertorio tecnico del campione argentino, al quarto errore stagionale).
La sfida finisce 2-4; il Napoli scivola in quinta posizione, senza riuscire a centrare la qualificazione ai preliminari della massima competizione europea.

La costante continuità di passi falsi, spesso avvenuti contro squadre inferiori dal punto di vista tecnico, conferma evidenti limiti strutturali della squadra di Benitez, incapace di adattarsi all'avversario di turno, di gestire i vantaggi in corso di gara e troppo esposta in generale in fase difensiva.
Il 28/5, in una conferenza col presidente Aurelio De Laurentis, il tecnico spagnolo annuncia la scelta di abbandonare la guida tecnica del Napoli (qualche giorno dopo sara' annunciato il suo arrivo sulla panchina del Real Madrid).

Miglior marcatore: Higuain (29 reti di cui 18 in campionato)
Giovani che si sono messi in luce: Gabbiadini, Ghoulam (91)

FIORENTINA pos finale 4

La stagione viola 2014-15 inizia con la conferma dell'intero staff tecnico, reduce dal 4° posto della stagione precedente.

In avvio di campionato incontra qualche difficoltà e nelle prime 11 giornate totalizza appena 13 punti, con 10 reti fatte e 10 subite.
Il 5/9 Giuseppe Rossi viene operato di artroscopia al ginocchio destro e, a seguito di alcuni affaticamenti muscolari durante la riabilitazione, rimarrà fuori per tutta la stagione.
Dalla 12^ alla 25^ la squadra incanala una serie di risultati utili consecutivi, interrotti dalla sconfitta a Parma, e si trova ad occupare la quinta posizione, a - 3 dalla terza.

In Europa League termina al primo posto del girone, con 3 vittorie nelle prime 3 uscite europee.
In Coppa Italia la squadra raggiunge le semifinali dopo aver eliminato l'Atalanta agli ottavi, 3-1 il 21/1, e la Roma ai quarti, 0-2 il 3/3.

Sul fronte del mercato invernale arrivano in prestito dal Guangzhou Evergrande il fantasista Alessandro Diamanti, che torna a indossare la maglia viola dopo la breve parentesi del 2003, e la prima punta Alberto Gilardino, con un trascorso nella Fiorentina dal 2008 al 2012.
La società cede il proprio giocatore di maggior valore, ovvero Cuadrado, al Chelsea per 33 mln. più il prestito del talento egiziano Salah che, nel giro di poco, non farà rimpiangere l'addio dell'esterno colombiano.

Le altre uscite riguardano Brillante e Marko Marin, mentre sono in entrata il terzino Rosi e il portiere Rosati.
Il 26/2 chiude a proprio favore il doppio confronto dei sedicesimi di Europa League contro il Tottenham, vincendo all'Artemio Franchi per 2-0 dopo l'1-1 dell'andata.
Nel weekend seguente batte l'Inter a San Siro e, il 5/3, trionfa allo Juventus Stadium nell'andata delle semifinali di Coppa Italia per 2-1, grazie alla doppietta del nuovo arrivo Salah.
Il 12/3 pareggia in casa per 1-1 nell'andata degli ottavi contro la Roma, eliminata al ritorno con un pesante 3-0 all'Olimpico.

Il percorso in Europa prosegue ai quarti di finale dove la Fiorentina batte gli ucraini della Dinamo Kiev col punteggio complessivo di 3-1 (1-1 all'andata, 2-0 a Firenze).
Il 7/4 nel ritorno delle semifinali di coppa nazionale la Juventus si impone all'Artemio Franchi per 3-0 ed approda in finale.

In concomitanza dei tanti impegni nelle coppe, la Fiorentina perde punti in campionato dove registra 3 sconfitte consecutive (Verona-Cagliari-Juventus).

In semifinale viene eliminata dai campioni in carica del Siviglia con una doppia sconfitta (3-0 in Spagna e 2-0).

Le 5 vittorie delle ultime 5 giornate consentono alla Fiorentina di classificarsi per il 3° anno consecutivo in quarta posizione, qualificandosi in Europa League.

Miglior marcatore: Ilicic e Gomez (10 reti di cui 8 in campionato per lo sloveno)
Giovani che si sono messi in luce: Salah (92)

LAZIO pos finale 3

Il 12/6/14 la società biancoceleste ufficializza l'ingaggio in panchina di Stefano Pioli, per la 72^ stagione in Serie A e 85^ complessiva nella massima serie della Lazio.

Nell'estate la rosa si rinforza con gli acquisti di de Vrij, Basta, Parolo, Djordjevic, Cataldi, Braafheid e Gentiletti, mentre perde principalmente i soli difensori centrali Biava e Dias.
La squadra esordisce ufficialmente il 24/8 nel 3° turno di Coppa Italia, dove sconfigge il Bassano col risultato di 8-0.

Nei primi 4 turni di campionato totalizza appena 3 punti in casa contro il Cesena, perdendo all'esordio col Milan e in seguito contro Genoa e Udinese.
Nelle 4 giornate seguenti i biancocelesti fanno bottino pieno e si trovano a ridosso del 3° posto, che inseguiranno per buona parte della competizione.

Al rientro della pausa natalizia le aquile battono nettamente la Sampdoria 3-0 e pareggiano nel turno successivo nel derby contro la Roma per 2-2, dopo aver trovato il doppio vantaggio con le reti di capitan Mauri e del talento brasiliano F. Anderson.
Il 14/1, dopo aver eliminato agevolmente il Varese nel 4° turno di coppa nazionale, vince gli ottavi all'Olimpico di Torino col risultato di 3-1.
Il 18/1 perde in casa lo scontro diretto contro il Napoli e nella settimana che segue batte il Milan, prima in campionato e poi in coppa, accedendo in semifinale.

Seguono 2 sconfitte consecutive contro Cesena e Genoa che paiono sancire la fine del sogno Champions: il Napoli è distante 8 punti e i numeri della Lazio, che ha una media (addirittura superiore) di una sconfitta ogni 3 gare (8 su 22), non sono da terza posizione.

Nelle 8 gare seguenti la Lazio vince sempre e rimonta il Napoli, che elimina nelle semifinali di coppa con i risultati di 1-1 e 0-1 (al San Paolo), raggiungendo per l'ottava volta nella sua storia un posto in finale.

Tra la 31^ e la 36^ le aquile calano leggermente e, anche a causa di numerosi assenti, totalizzano solo 8 punti, tra cui le 2 sconfitte contro Juventus e Inter.

Il 20/5, nonostante un'ottima prestazione, perde la finale di Coppa Italia contro la Juventus col risultato complessivo di 2-1, dopo l'1-1 dei 90' regolamentari.

Cinque giorni più tardi viene sconfitta dalla Roma per 2-1 nel debry capitolino, mettendo così a serio rischio il terzo posto e abbandonando definitivamente le speranze di sorpasso sui rivali.
In occasione della 38^ e ultima giornata, Il 31/5, la Lazio si presenta al San Paolo con 2 risultati su 3 a disposizione per difendere il 3° posto.
Gli ospiti chiudono il primo tempo sul doppio vantaggio; nel secondo parziale il Napoli trova inaspettatamente il pareggio e fallisce il dal dischetto l'occasione del 3-2.
Onazi, all'85. e Klose, nel recupero, firmano le reti vittoria del 4-2 finale.

Il club capitolino, anche in questa occasione, trionfa al San Paolo e si qualifica dopo 7 anni dall'ultima volta (2006-07) ai play-off di Champions League 2015-16.

Miglior marcatore: Klose (16 reti di cui 13 in campionato)
Giovani che si sono messi in luce: Cataldi (94), Felipe Anderson (93), de Vrij (92)

ROMA pos finale 2

Con gli eccellenti risultati ottenuti nella stagione trascorsa (2° posto in campionato a 85 punti) la società conferma Garcia alla guida della Roma 2014-15.

I principali movimenti nel mercato estivo riguardano le partenze dei difensori centrali Benatia, Toloi e Jedavi, sostuiti da Manolas, Astori e Yanga Mbiwa.
Vengono inoltre ceduti gli esterni Dodò e Bastos per Holebas e Ashley Cole.
Gli altri innesti riguardano l'esperto centrocampista Keita (che ha il compito di colmare l'assenza dell'infortunato Strootman) e l'attaccante esterno Iturbe, reduce dalla sua miglior stagione con la maglia del Verona.

Il 5/10 la Roma, dopo aver pareggiato in Inghilterra contro il Manchester City nel 2° turno della fase a gironi della Champions, affronta nello scontro al vertice la Juventus, anch'essa a punteggio pieno con 15 punti in 5 turni.
I giallorossi perdono per 3-2, registrando la prima sconfitta stagionale.

Nelle 7 gare successive il club capitolino totalizza 16 punti, con 5 vittorie e la sconfitta a Napoli per 2-0.
Con il pareggio nel 5° turno della fase a gironi, subito allo scadere nella trasferta russa di Mosca, e con la sconfitta a Manchester per 2-0, il tragitto in Champions si interrompe, ma non quello europeo che continua ai sedicesimi di finale di Europa League, dove i giallorossi eliminano gli olandesi del Feyenord col punteggio complessivo di 3-2 (1-1 all'Olimpico, 1-2 al ritorno).

Nelle ultime uscite prima della pausa natalizia il rendimento comincia a calare e si intravedono i primi segnali della crisi in arrivo: la palla circola più lenta del solito e lo scarso stato di forma di Pjanic e De Rossi non aiuta in tal senso, gli avversari sanno come affrontare la squadra di Garcia e non lasciano spazi alla potenza dirompente degli esterni offensivi giallorossi, la difesa è maggiormente vulnerabile e meno abile nell'impostare il gioco rispetto alla stagione trascorsa (Benatia è partito e Castan è sarà indisponibile per l'intero campionato), l'attacco non trova più la rete con continuità (gli anni passano anche per Totti, Gervinho non si ripete ad altissimi livelli, complici anche in seguito gli impegni in coppa d'Africa, e Iturbe delude le alte aspettative).

La prima metà di campionato termina con la Roma in 2^ posizione, a + 8 dalle inseguitrici e a - 5 dalla capolista. Gli innesti di Ibarbo e Doumbia, con la contemporanea cessione di Destro, non aggiungono un valore aggiunto alla rosa.

In coppa Italia la squadra viene eliminata ai quarti di finale dalla Fiorentina per 2-0, dopo aver battuto l'Empoli nel turno precedente ai tempi supplementari.

Saranno sempre i viola ad eliminare la Roma dall'Europa League (1-1 e 0-3 all'Olimpico).

Nel girone di ritorno la lupa totalizza appena 29 punti, contro i 49 delle prime 19 giornate, con 7 vittorie, 8 pareggi e 4 sconfitte, contro le 12v, 5x e 2s della prima metà.

Anche la media gol è nettamente inferiore, soprattutto quella riguardante le reti realizzate: 22 nella seconda metà contro le 32 della prima.

Il 25-5 è in programma il derby, valevole il secondo posto. La Roma vince per 2-1, conquistando il secondo posto e la qualificazione diretta in Champions League.

La stagione termina con la sconfitta interna contro il Palermo per 1-2.

Miglior marcatore: Totti 10 (di cui 8 in campionato, alla pari di Ljaic)
Giovani che si sono messi in luce: Verde (96), Manolas e Florenzi (91)

JUVENTUS pos finale 1

L'avvio di stagione risulta abbastanza movimentato per i colori bianconeri.
Al culmine di settimane tormentate, a ritiro estivo iniziato l'allenatore Antonio Conte (principale artefice del recente triennio di successi, ma sempre più in dissidio con la dirigenza) rescinde il suo contratto divenendo, di lì a breve, commissario tecnico della nazionale italiana.
A sostituirlo sulla panchina juventina arriva Massimiliano Allegri, accolto con molte perplessità in particolare modo da frange del tifo bianconero, forse infastidite dal recente passato in rossonero e dalle polemiche proprio con la Juve.

Il mercato vede le partenze degli attaccanti Vucinic, Quagliarella e Osvaldo, sostituiti dai giovani Coman e Morata (quest'ultimo nella seconda parte di stagione conquisterà il posto da titolare a danno del connazionale Llorente).
Negli altri reparti escono le seconde linee Peluso, Isla e De Ceglie ed entrano l'esperto terzino ex Man. Utd Evra, Romulo e Pereyra (questi ultimi 2 reduci da un'ottima stagione con i rispettivi club, Verona e Udinese).

Sul piano tattico, Allegri sceglie nei primi mesi di continuare a puntare sul collaudato 3-5-2, modulo che ha contraddistinto gli ultimi tre scudetti di marca contiana, decidendo solo gradualmente di affidarsi maggiormente a un più offensivo 4-3-1-2 in cui, caso particolare, il ruolo di trequartista è ricoperto da centrocampisti "muscolari" e lontani dal canonico rifinitore, quali Vidal o il neoacquisto Pereyra.

Il campionato si delinea inizialmente sulla falsariga della stagione precedente, con un duello al vertice con la Roma.
Bianconeri e giallorossi rimangono appaiati in vetta sino allo scontro diretto di Torino del 5/10, vinto dai padroni di casa per 3-2, che permette loro di prendere la testa solitaria della classifica ma non di staccare i capitolini, che nel proseguo del girone d'andata rimangono a una manciata di lunghezze dai piemontesi creando, di fatto, un solco tra il tandem di testa, che ambisce al titolo, e il resto delle compagini.

Col pareggio 1-1 contro la Sampdoria allo Juventus Stadium, il 14/12 i torinesi mettono fine a una striscia-record di 25 successi interni: un percorso netto che durava dal 4-1 alla Lazio del 31/8/13 e che, dopo ben 66 anni, manda in soffitta il precedente primato (21) stabilito a suo tempo dal Grande Torino sul finire degli anni quaranta.
Quattro giorni dopo, con la vittoria 3-1 nella trasferta di Cagliari, la squadra chiude l'anno solare con 95 punti conquistati in 37 partite, superando i vecchi record di punti per gara (92 su 37) conseguito dall'Inter nel 2007, e di punti assoluti (94 in 40 match) che lo stesso club bianconero aveva realizzato nel 2012.

Il 9/12, in seguito al pareggio a reti inviolate contro l'Atletico Madrid, la squadra bianconera accede alla fase a eliminazione diretta della Champions come seconda del proprio girone, con un bilancio totale di 3 v, 2 x e 1 s.

Con il successo 3-1 in casa del Napoli, campo che non espugnava da quattordici anni, l'11/1 la Juve fa proprio con una giornata d'anticipo il simbolico titolo di campione d'inverno, rivalendosi in qualche modo sui partenopei che, il 22 dicembre addietro, avevano sconfitto i bianconeri ai rigori nella finale di Supercoppa italiana giocata a Doha (2-2 al termine dei supplementari).

Nella sessione di mercato invernale parte Giovinco ed arrivano Matri, De Ceglie e Sturaro.

Con l'inizio del nuovo anno, approfittando degli incostanti risultati delle inseguitrici, la Vecchia Signora riesce a incrementare settimana dopo settimana il margine di vantaggio sulla Roma, riuscendo a a condurre in porto piuttosto agevolmente la conferma del 4° scudetto consecutivo, arrivato matematicamente il 2/5, a corollario di un torneo percorso sempre in testa, battendo di misura a Marassi i blucerchiati grazie a un gol di Vidal.

Il club piemontese, che mai prima d'ora aveva conquistato il campionato, nell'era dei 3 punti a vittoria, con quattro giornate d'anticipo, diventa inoltre il primo, nella storia del calcio italiano, a mettere assieme un filotto di quattro scudetti in due periodi distinti.

Con lo scudetto ormai archiviato, nel mese di maggio la Juventus è l'unica squadra del continente, assieme al Barcellona, a essere ancora in corsa su tre fronti, ciò grazie ai positivi cammini di cui è artefice nelle coppe.

Con l'avvio della fase a eliminazione diretta di Champions, le Zebre hanno infatti la meglio dapprima agli ottavi sui tedeschi del Borussia Dortmund, con un doppio successo (2-1 a Torino e 3-0 in Germania), ai quarti sui monegaschi del Monaco, superati di misura (1-0 in Piemonte e 0-0 nel Principato), e poi in semifinale sui campioni in carica del Real Madrid, uscendo imbattute dal doppio confronto (2-1 allo Stadium e 1-1 al Bernabéu) e qualificandosi, dopo 12 anni, alla finale della massima competizione europea.

Il 20/5 la Madama solleva la Coppa Italia, dopo 20 anni dall'ultimo successo.
Nel cammino di coppa nazionale i bianconeri eliminano Verona, Parma, Fiorentina (ribaltando in trasferta la sconfitta dell'andata) e infine la Lazio, con la rete di Matri ai supplementari dopo l'1-1 dei tempi regolamentari.

Il 6 giugno, all'Olympiastadion di Berlino, la Juventus disputa una buona partita contro il Barcellona di Messi, Neymar e Suarez, ma alla fine cede di fronte alla supremazia catalana e perde la finale di Champions League col risultato finale di 3-1.

La stagione rimane comunque eccellente per i bianconeri, sicuramente al di la delle aspettative, sopratutto visto lo scettiscismo con cui e' stato accolto l'arrivo di Allegri.

Miglior marcatore: Tevez (29 reti di cui 20 in campionato) Giovani che si sono messi in luce: Coman (96), Sturaro (93), Morata (92)


Pubblicato il 08/06/2015

Tags:  seriea 










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