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TUTTI I VOTI DELLA JUVENTUS


La finale di Champions league per la Juventus non si é conclusa come speravano i tanti tifosi, ma la stagione bianconera é stata comunque eccellente, decisamente al di sopra delle aspettative. Che voti possiamo dare alla squadra ?




MASSIMILIANO ALLEGRI: 9.5


Accetta un compito complicato, quello di prendere in eredità una squadra che veniva da 3 scudetti consecutivi, con annesso record europeo per i 102 punti conquistati nella stagione scorsa. Il tifo bianconero gli si schiera inizialmente contro, per il suo recente passato da rivale sulla panchina rossonera e le accese polemiche proprio con Conte, ma il tecnico toscano ci mette poco a convincere anche i più scettici.
Passa gradatamente dal 3-5-2 di timbro "contiano" (prezioso anche nel finale di stagione per gestire il risultato positivo in corso di gara, come nelle 2 sfide contro il Real Madrid) al preferito 4-3-1-2, riuscendo ad ottenere sempre il massimo dai propri giocatori.
I risultati parlano per lui: campione d'Italia con 4 turni d'anticipo (in prima posizione per l'intera durata della competizione), campione in coppa nazionale e 2° classificato in Champions League, con la finale persa a Berlino contro gli extraterrestri del Barcellona.
Gestisce il compito assegnatogli con competenza ed eleganza, senza mai alzare i toni, e riesce addirittura a fare meglio del suo predecessore.

BUFFON: 8


Non sbaglia una singola partita, rendimento costante e nessun segno dell'età che avanza.
In occasione della finale tiene aperta la partita con una miracolosa parata in contro tempo con la mano di richiamo e poi allungandosi su un destro di Suarez, anche se non è impeccabile sulla rasoiata di Messi che l'uruguagio trasforma in 2-1.
Con questa continuità di rendimento non ci si stupirebbe nel vederlo nel mondiale 2018 in Russia!

STORARI: 7


Nelle 7 gare in cui viene schierato dal 1', tra cui tutta la Coppa Italia (compresa la finale), si conferma il miglior numero 12 del campionato, riuscendo a dare sicurezza nonostante il ruolo ingrato da svolgere, ovvero quello di non entrare mai ma di farsi trovare sempre pronto.

BARZAGLI: 6.5


A causa di problemi fisici è indisponibile per larga parte della stagione. Ha il merito di recuperare da un infortunio delicato e di farsi trovare pronto nel momento di bisogno.

BONUCCI: 8.5


La miglior stagione in bianconero. Non si ricordano errori di sufficienza che nel recente passato gli erano costati delle critiche, disputa più minuti di tutti (4.695) e impreziosisce il proprio campionato con 3 reti contro Roma, Milan e Lazio (record personale).

CHIELLINI: 7


Prezioso per il passaggio alla difesa a 4, non viene mai sostituito in corso di gara. Qualche affanno di troppo per uno con la sua qualità e la sua esperienza ma la sua prepotenza fisica non passa mai inosservata.
Resta a secco in campionato ma l'unica rete della stagione, in finale di Coppa Italia contro la Lazio, risulta determinante.

LICHTSTEINER: 6.5


Insostituibile nel ruolo di esterno destro tra difesa e centrocampo, fa della quantità di corsa la sua prerogativa di gioco e quella non manca mai.
Meno incisivo e brillante delle annate passate, in particolare modo nel finale di stagione a causa dell'impossibilità di rifiatare, convince la dirigenza con prestazioni costanti a prolungargli il contratto fino al 2017.

EVRA: 6.5


Parte piano e ci mette qualche mese ad ambientarsi nel calcio italiano.
Il rendimento va in crescendo e, pur non spingendo in fase offensiva quanto lo svizzero sulla fascia opposta, da ampie garanzie sul piano tattico e della personalità.

OGBONNA: 6.5


Complice la lunga degenza di Barzagli e Caceres, trova maggiore spazio della stagione passata (30 presenze tra Seria A e coppe). Non convince sempre appieno ma nel complesso sostituisce degnamente i titolari.

CACERES: 6.5


Colleziona solo 10 presenze in campionato (14 totali) a causa di innumerevoli infortuni.
Le prestazioni sono di buono-alto livello e la sua duttilità tattica, forma fisica permettendo, può tornare utile nella prossima stagione.

PIRLO: 6.5


Si diceva che l'arrivo di Allegri mettesse a rischio la posizione di Pirlo nella gerarchia dei centrocampisti bianconeri, ma la presenza da titolare, post infortunio, nella sfida al vertice contro la Roma della 6^ giornata smentisce i malpensanti.
La stagione di uno dei registi più forti di sempre è condizionata da problemi fisici.
Gli anni passano e la tenuta atletica è inevitabilmente in calo, il cervello no. Letale su punizione, la perla della stagione è il gol vittoria nel derby d'andata.



MARCHISIO: 8.5


Utilizzato inizialmente nel ruolo naturale di interno, chiamato spesso a sostituire l'infortunato Pirlo come centrale dei 3 centrocampisti, garantisce sostanza e qualità in tutte le 52 presenze.
Se ce ne fosse stato ancora il bisogno, questa è la stagione della consacrazione per il principino bianconero.
Completo a 360°, con le varie assenze dei suoi compagni di reparto, risulta il vero uomo squadra e uno dei migliori centrocampisti d'Europa.

POGBA: 8.5


Fisico imponente, classe da vendere e forza atletica: il centrocampista francese classe 92 è il pezzo più pregiato della squadra bianconera e più seguito dalle big d'Europa. Decide molte partite con la sua sola presenza, peccato che non sia al meglio nel finale di stagione a causa dell'infortunio subito nell'andata dei quarti contro il Borussia Dortmund.

VIDAL: 7


Partecipa attivamente alle 2 fasi, rifinitore e finalizzatore in attacco, incontrista di sostanza in fase difensiva.
Condizionato da una preparazione approssimativa per colpa del Mondiale e da un ginocchio in precarie condizioni, buona parte della stagione del cileno risulta sottotono.
La condizione fisica il rendimento crescono nel momento decisivo della stagione (simbolico il rigore al Monaco e la rete che sancisce la vittoria matematica dello scudetto).

PEREYRA: 7.5


Per chi lo vedeva nelle partite dell'Udinese, il duttile centrocampista classe 91 argentino non può definirsi una sorpresa.
Da titolare o subentrando in corso di gara, colleziona 52 presenze tra interno e trequartista, facendo anche in rare occasioni l'esterno nel 3-5-2.
Mezzo voto in più per la capacità di farsi trovare subito pronto e per la facilità con la quale ha interpretato i vari compiti assegnatigli.

STURARO: 7


Già di proprietà bianconera, per sopperire ai numerosi infortuni, viene richiamato alla base nel mercato di riparazione, dopo un girone d'andata convincente con la maglia del Genoa.
Gioca poco, ma si fa subito notare per sostanza e personalità.
Debutta in Champions nell'andata delle semifinali contro il Real Madrid, riuscendo a non far rimpiangere, con una prestazione di alto livello, l'assenza di Pogba.
Il 14/11/2014 viene chiamato per la prima volta in nazionale dal c.t. Antonio Conte, per l'amichevole in programma 4 giorni dopo contro l'Albania.

PEPE: 6


Il suo successo è il rientro in campo, dopo il calvario che l'ha tenuto fuori a lungo.
Si leva la soddisfazione di ritrovare il gol, nella vittoria contro il Napoli della penultima giornata, a distanza dall'ultimo in Serie A, datato 1/4/2012.

PADOIN: 7


A disposizione totale dell'allenatore e della squadra, ricopre il ruolo di jolly, garantendo sempre equilibrio e, quantomeno, la sufficienza in pagella.
Totalmente affidabile.

TEVEZ: 9


Semplicemente decisivo.
Alla sua età e con il suo passato, ha lo stupefacente e merito di essersi saputo migliorare per costanza di rendimento e in fase realizzativa.
La sua facilità di saltare l'avversario spostandosi al limite dell'area e chiudendo con il tiro, è stata la costante offensiva della squadra.
Protagonista e trascinatore emotivo di questa Juve, forse gli vengono a mancare energie preziose proprio sul più bello.

LLORENTE: 6


Mezzo voto in più per l'impegno in campo e per aver accettato serenamente la perdita del posto da titolare, come testimoniato dall'assenza di parole fuori posto e dall'amicizia con il giovane connazionale Morata.
Le sue caratteristiche non sono quelle più appropriate al gioco di Allegri e finisce per abituarsi a non segnare, limitandosi solo al gioco di sponda spalle alla porta.
Nel complesso utile, per l'abilità nelle palle alte, ma troppo spesso impercepibile.

MORATA: 7.5


Mezzo voto in più per la disinvoltura con cui si è inserito nel calcio italiano.
In partenza terzo nella gerarchia degli attaccanti bianconeri, si conquista gradualmente il posto sul connazionale Llorente a suon di ottime prestazioni e gol importanti.
Ha una notevole velocità e rapidità, può crescere nella resistenza all'avversario e in cattiveria sotto porta.

COMAN: 6.5


Schierato sorprendentemente titolare nella 1^ giornata, resta poi ai margini degli schemi dell'allenatore.
Alterna buone prestazioni, che ne mettono in mostra il limpido talento, a gare insipide, che ne confermano l'acerbità a questi livelli.
Per la sua crescita sarebbe bene che giocasse più spesso.


MATRI: 6.5


Con un recente passato nella Vecchia Signora, Matri torna alla corte del tecnico che forse più di ogni altro lo stima.
Praticamente inutilizzato in campionato e Champions, oscurato da Morata e dall'insistente ricerca di Llorente, si leva la soddisfazione di firmare gol decisivi per la stagione delle Zebre: in semifinale di Coppa Italia contro la Fiorentina, dando avvio alla rimonta bianconera, e in finale contro la Lazio, sancendo la vittoria finale della Juve al 97' dei tempi supplementari.

GIOVINCO: 5.5


Tanti non si ricorderanno di lui, ma a inizio stagione ha collezionato 7 presenze, 2 volte da titolare con nessun gol.
A gennaio decide di emigrare all'estero, al Toronto FC. Non era la sua Juve, l'ha capito presto anche lui.

ASAMOAH - ROMULO - MARRONE - RUBINHO - DE CEGLIE - MATTIELLO (attualmente in prestito al Chievo) : S. V.


Pubblicato il 11/06/2015

Tags:  juventus 










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