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Terza giornata di Serie A: crisi Juve ?


La notizia del weekend é sicuramente il pareggio della Juventus contro il Chievo.

La terza giornata apre con 2 anticipi alle ore 18: Fiorentina-Genoa e Frosinone-Roma.
I viola ottengono i 3 punti con la rete vittoria di Babacar, partito dal primo minuto a mai titolare nelle gare precedenti come Astori, Vecino, Pasqual e Giuseppe Rossi.
La rotazione voluta da Sousa, che ha lasciato fuori titolari indiscutibili reduci dagli impegni con le nazionali, tiene tutti sulla corda e porta i frutti sperati.

La Roma batte il Frosinone nonostante una formazione discutibile, che prevede un centrocampista in meno con l'inserimento di Totti trequartista.
I giallorossi, con 2 centrocampisti non dinamici come De Rossi e Keita, soffrono come prevedibile i ritmi del Frosinone, che mette in difficoltà gli avversari con tanta corsa, pagando però a caro prezzo il minor tasso tecnico.

Alle 20.45 la Juventus non va oltre l'1-1 col Chievo.
I clivensi confermano lo straordinario stato di forma e l'aggressività tattica che li contraddistingue, andando in vantaggio dopo pochi minuti.
I bianconeri, con qualche prima scelta in panchina (Chiellini, Pogba e Lichtesteiner, risparmiati in attesa dell'appuntamento europeo a Manchester), pareggiano all'83' su un rigore realizzato da Dybala.
Buona la prima per Hernanes, messosi in mostra con più conclusioni da fuori area, e Cuadrado, che grazie alla sua rapidità riesce a spaccare la partita e si guadagna il penalty che vale un punto.

La prima parte di domenica calcistica è segnata dal risultato di 2-2, verificatosi nell'anticipo tra Verona e Torino e in tutte le 3 gare in programma alle 15 (Empoli-Napoli, Sassuolo-Atalanta e Palermo-Carpi).

Al Bentegodi succede tutto nel secondo tempo: l'Hellas va avanti 2 volte ma non approfitta di un brutto primo parziale dei granata, penalizzati dalle assenze concentrate nel reparto centrale di difesa e dalla rottura del menisco dopo appena 15' di gioco di Avelar.

Al Mapei Stadium entrambe le squadre escono con l'amaro in bocca.
Il Sassuolo vede sfumare la terza vittoria consecutiva (settima considerando la scorsa stagione) e un primato in classifica che, all''espulsione al 48' di Pinilla, aveva sentito di poter toccare.
Sansone fallisce all'inizio la chance dal dischetto e Peluso commette delle ingenuità difficilmente comprensibili.
L'Atalanta trova 2 volte il vantaggio ma viene lasciata in 10 dall'attaccante cileno, protagonista fin li in positivo con una doppietta (splendida rovesciata ad aprire la gara e tap-in del 2-1).
Nel finale Consigli nega agli ospiti la vittoria con una prodezza sul rigore di M. Moralez.

Al Barbera il Carpi va vicino al colpaccio.
Dopo appena 6 minuti i rosanero inclinano dalla loro parte il piano partita: Quaison effettua una splendida incursione sulla sinistra e mette in area il pallone per il debuttante Hilejmark, che anticipa tutti e firma l'1-0.
Il Carpi non ci sta a fare da vittima sacrificale e a metà del tempo una percussione nei 16 metri di Mbakogu con un cross basso e teso porta Vitiello a commettere un autogol, nel tentativo di anticipare Matos.
Nella ripresa Castori cala la carta giusta Boriello (per Mbakogu) e in 69 secondi i piani della favorita si stravolgono: Matos salta Gonzalez e taglia dentro per l'ex giallorosso che brucia El Kaoutari e ritrova il gol dopo quasi 2 anni (l'ultima volta il 31/10/13). All'88 il Palermo il pareggia i conti con un altro debuttante, Djurdevic, inserito per un Gilardino sottotono.

Al Castellani i partenopei vanno sotto 2 volte e chiudono sul 2-2.
Grande avvio dell'Empoli che, come capitato già nei precedenti turni, gioca un primo tempo a larghi tratti spettacolare ma cala sulla distanza, dove il Napoli viene fuori e dove nel finale sfiora addirittura la vittoria.
I padroni di casa non riescono a concretizzare le numerose palle gol prodotte e questo è un limite che alla lunga peserà enormemente.
Discorso più o meno opposto per il team di Sarri, che attualmente vive per lo più sugli sprazzi dei singoli e non sul collettivo che sta faticando a ingranare.

Alle 18 poco spettacolo nel match tra Lazio e Udinese, fortemente condizionato dal campo dell'Olimpico, ai limiti del praticabile nel primo tempo a causa della costante pioggia.
La gara si apre nel secondo parziale: Matri, non ancora al meglio e subentrato a Candreva al 56', impiega appena 8 minuti per sbloccare la gara e la chiude poco dopo, sfruttando un'incertezza di Kone.
L'Udinese prova a ripetere la prova di Torino con un 3-5-2 molto abbottonato, che ha lo scopo prioritario di non concedere spazi ai biancocelesti.
L'atteggiamento è troppo rinunciatario e contro una Lazio in difficoltà, senza De Vrij e il regista Biglia, ci si sarebbe potuti aspettare maggiore proposizione e coraggio.

Il derby di Milano, dipanato a lungo sul filo teso dell'equilibrio, viene deciso dall'uomo di fiducia del Mancio, il colombiano Guarin.
I rossoneri fanno un passo avanti rispetto alla pessima prestazione contro l'Empoli ma, a parte qualche fiammata della coppia Bacca-Adriano, fanno fatica a impensierire seriamente Handanovic.
Ci riesce Balotelli, che dal suo ingresso esprime subito i suoi colpi migliori e tiene in apprensione fino alla fine il popolo nerazzurro.
L'Inter, a punteggio pieno, torna dopo 5 anni a comandare in solitaria la classifica.


Pubblicato il 14/09/2015

Tags:  seriea 










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