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Il gioco online, un fenomeno in continua espansione


Quando con il primo Decreto Ministeriale del 1999 sono state regolamentate le scommesse sportive in Italia era sicuramente difficile prevedere un'espansione così ampia e capillare del fenomeno.





Con la diffusione di internet sono cambiate anche le abitudini dei giocatori, è aumentato esponenzialmente il volume delle giocate, sono nate decine di società, molte delle quali estere, che operano sul territorio italiano con regolare licenza.

I giochi online a scopo di lucro in Italia sono diventati legali dal 18 Luglio del 2011.

Ciò ha permesso agli appassionati di scommesse di partecipare ai giochi d’azzardo, roulettes, bingo, poker, scommesse, con la garanzia che il gioco sia regolato, vigilato e controllato dall’Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS).

Ed è mutato anche il target del giocatore, sicuramente più eterogeneo rispetto al passato.
Sono lontani i tempi in cui le puntate venivano effettuate esclusivamente nelle agenzie “fisiche” da giocatori di sesso prevalentemente maschile.
Gli ultimi studi sul settore confermano la crescita del numero di giocatrici che ormai sono quasi il 40% del mercato, mentre l'età media è progressivamente aumentata e ciò è dovuto soprattutto all'inarrestabile diffusione di internet anche tra gli ultracinquantenni.

In Italia il fenomeno, negli ultimi anni, ha subito una rapida espansione grazie alla normativa introdotta dal decreto Bersani del 2006 che prevede il rilascio di una semplice licenza al costo di circa 300 mila euro per l'apertura di un sito di scommesse online.
La norma ha convinto gli operatori stranieri ad abbandonare la strada del contenzioso (il più conosciuto fu quello tra Stanleybet e lo Stato italiano).

Il nostro paese, ad ogni modo, è uno dei più ambiti dai bookmaker internazionali ed è ai primi posti nel mondo per volume di giocate.

Ma come funziona il mondo del gioco online nel resto del mondo?

Il Regno Unito, come l'Italia, ha cercato di arginare la fuga di contributi fiscali con una legge ad hoc.
Nella patria delle scommesse non è determinante la sede del sito, ma la residenza del giocatore e vige l'obbligo del pagamento di tasse in base proprio in base a questo parametro.

In Spagna il gioco online è legale dal 5 giugno del 2012, mentre il Portogallo attende ancora una legge che legalizzi questo settore.

Più simile all'Italia la situazione del Belgio, della Francia e della Danimarca dove è necessario ottenere una licenza dallo Stato per operare sul territorio.

In Grecia è legale giocare e scommette online, mentre l'Olanda è sorprendentemente indietro, ma potrebbe approvare a breve un decreto che regolamenterà il gambling online.

Stessa situazione in Germania, dove si discute da mesi una soluzione che permetta agli appassionati di gioco e di scommesse di puntare su internet.

Negli USA la situazione si è sicuramente più ingarbugliata dal 2006, con l'approvazione di una legge che proibisce i trasferimenti di denaro verso gli operatori del gioco online.
La norma ha causato, ovviamente, un crollo degli investimenti nel settore dei giochi, ma nel 2011 il governo degli Stati Uniti ha sensibilmente modificato la sua posizione, quando il dipartimento di Giustizia ha determinato che solo le scommesse sportive devono essere vietate ai sensi di una legge del 1961 nota come Wire Act.
Non a caso, per aggirare l'ostacolo, molti giocatori statunitensi dispone di conti correnti al di fuori degli Stati Uniti.


Pubblicato il 17/09/2015

Tags:  gioconews 










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