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Quarta giornata di Serie A


Alla quarta giornata finalmente la Juventus centra la sua prima vittoira, la Roma rallenta, l'Inter prosegue la sua corsa in vetta e il Napoli affonda la Lazio.

Si comincia col sole e finisce col diluvio.
Succede questo all'Udinese di Colantuono nell'anticipo della quarta giornata contro l'Empli: partenza lanciata e grandi illusioni, finale in sofferenza con sconfitta, subita in rimonta, e contestazione.
La squadra fatica a gestire pallone e vantaggio per difetto di qualità nei suoi interpreti, nessuno dei quali particolarmente abile a smistare il gioco e a dirigere le operazioni.
Il successo dei toscani, ampiamente meritato anche per quanto visto nelle precedenti gare, cancella settimane di scetticismo (per un mercato di basso profilo) e di paura (per il solo punto raccolto nelle prime 3 uscite).

In serata il Milan vince con sofferenza sul Palermo per 3-2.
La squadra di Iachini pareggia 2 volte il vantaggio rossonero con lo svedese Hilijemark; la rete vittoria arriva dalla destra con un cross del giovane Calabria (subentrato a Abate) finalizzato di testa in torsione da Bacca, abile nell'anticipare il diretto avversario.



Nell'anticipo domenicale al Bentegodi la spunta l'Inter con il gol di Icardi a fine primo tempo.
I nerazzurri stanno bassi e non concedono spazi ai contrattacchi dei clivensi.
La partita regala pochissime emozioni e i nerazzurri sono bravi a capitalizzare l'unica vera occasione prodotta.
La banda di Mancini, tanto solida e cinica quanto attualmente poco bella esteticamente, conquista la quarta vittoria consecutiva e vola in testa alla classifica.

Al Ferraris la Juventus è attesa ad un crocevia importante del suo campionato.
Allegri conferma il 4-3-3 di Manchester, perde Morata per k.o. (dopo 22') ma trionfa con un partitone degli esterni: Cuadrado fa espellere Izzo e Pereyra non fa rimpiangere l'uscita dell'attaccante spagnolo.
Il Genoa incassa la terza sconfitta in 4 giornate, ma a Gasperini non si può chiedere di più: tra i tanti cambi in sede di mercato e gli infortuni (tra cui l'unica prima punta in rosa, Pavoletti), ci vorrà un po' di tempo per trovare i giusti automatismi.
I bianconeri sono lontani dal giocare un calcio spumeggiante, ma la solidità difensiva (0 tiri nello specchio dei rossoblu) e gli episodi a proprio favore bastano per vincere la prima in campionato.





All'Olimpico il Torino batte la Samp 2-0 con una doppietta dell'ex Quagliarella.
I granata giocano bene e si regalano 3 giorni da secondi in classifica, a - 2 dall'Inter e a + 6 dalla Juventus.
La Samp migliora nel secondo parziale con l'ingresso di Christodoulopoulos (a destra) per Regini.
I blucerchati rischiano di subire la terza rete ma anche di accorciare il risultato, ma il destino della gara si era già deciso nella prima mezz'ora.

All'altro Olimpico, quello di Roma, i giallorossi non vanno oltre il 2-2 con uno splendido Sassuolo.
Garcia, dopo l'impresa col Barcellona, rivoluziona la squadra cambiando 6 titolari, facendo però impennare l'età media con lo schieramento di De Sanctis, Maicon, Torosidis e Totti.
Il dominio degli ospiti nel primo tempo è netto, e la Roma deve ringraziare Consigli che gli serve la chance immediata dell'1-1.
Nel secondo tempo il Sassuolo, pur arretrando il baricentro, sembra non perdere il bandolo della manovra, anche quando Florenzi e Iago provano ad alzare i ritmi.
La gara termina sul 2-2 con 2 gravi errori dell'arbitro: la prima rete di Totti è in fuorigioco e a Rudiger, vistosamente e fallosamente atterrato all'interno dell'area, non viene concesso il rigore (inoltre c'è una rete sul 2-2 di Sansone annullata per un dubbia posizione di fuorigioco).
La squadra di Di Francesco si gode il meritato punto, frutto di idee e di gioco, mentre per la Roma suona un nuovo campanello d'allarme.

La Fiorentina batte il Carpi in trasferta grazie al gol del senegalese Babacar e alle parata di Tatarusanu.
L'1-0 nasce dall'unico tiro in porta dei viola, che incontrano difficoltà nel penetrare le linee del Carpi.
La squadra di Castori non riesce a sfruttare la palle gol prodotte (2 sui piedi di Boriello sullo 0-0) ed esce sconfitta nonostante una prestazione più che sufficiente.
La Fiorentina va in vantaggio per la quinta volta consecutiva (coppa compresa) e in questa occasione, a differenza di Torino e Basilea, si mostra matura nella gestione.

Pomeriggio di noia e di poco gioco al Fratelli d'Italia.
Succede tutto negli ultimi 7 minuti: vantaggio dell'Atalanta con un colpo di testa di "El Nano" Maxi Moralez e replica inaspettata, sempre di testa, di Pisano.
Leggermente meglio i padroni di casa, più vivaci e propositivi nei primi 30', mentre il Verona si riscatta nel finale, in inferiorità numerica e sotto di un gol.

Al Dall'Ara il Bologna torna a vincere in Serie A dopo 545 giorni.
I rossoblu sbloccano la gara al 27' con un lancio recapitato da Oikonomou a Mounier, abile nello stoppare in corsa e fulminare Mirante con un diagonale imprendibile.
Il Frosinone si riaccende e va più volte vicinissimo all'1-1 (2 traverse colpite), ma non basta.
I gialloblu restano i soli a 0 punti e sulla panchina di Stellone si allungano inevitabilmente le prime nubi minacciose.

Nel posticipo al San Paolo tra Napoli e Lazio non c'è partita.
Sarri ripropone il 4-3-3 e registra un'altra vittoria per 5-0, a soli 3 giorni dalla manita rifilata al Brugge.
Protagonisti assoluti Insigne, vero faro del gioco partenopeo, e Higuain, autore della splendida rete che sblocca la gara.
La sconfitta dei bancocelesti, privi di De Vrij, Biglia, Candreva, Klose e Djordevic, era ampiamente prevedibile, anche se in questi termini risulta ingiustificabile per allenatore e giocatori.


Pubblicato il 21/09/2015

Tags:  seriea 










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