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“Chi non gioca è malato”, il libro del professor Boltz


Il titolo del libro è chiaramente una provocazione voluta, ma non c'è dubbio che il messaggio sia una sorta di lode al gioco.





Norbert Boltz, docente di Scienze delle Comunicazioni dell'Università di Berlino, ha presentato il suo libro presso la Fondazione Marco Besso in Largo di Torre Argentina a Roma.
L'evento è stato realizzato in collaborazione con Novomatic, azienda leader nel settore del gaming, nella produzione di New Slot e Vlt e nella gestione di Sale da gioco e Sale dedicate e con la casa editrice Toro Edizioni.

Per Boltz il gioco “sano” ha sempre avuto un grande valore nella vita quotidiana dell'uomo.
Lo studioso tedesco punta il dito contro la religione che a suo dire, da quando ha iniziato a porre al centro della vita l’importanza del lavoro, ha contribuito ad un allontanamento forzato dal gioco.
Bolz, in un'intervista al Velino, sostiene che “coloro che non possiedono la sensibilità per il gioco non hanno un animo gentile” e che “una società senza gioco fa sprofondare l’uomo in una trance che lo rende simile a uno zombie. Senza gioco non c'è neppure creatività".

Non manca una critica sottile al mondo della politica da parte del professore universitario: “E' un dato di fatto che l'uomo sia sempre più portato al gioco, sono i politici che non lo vogliono far giocare... Dato che non essendoci più temi importanti di cui discutere tendono ad entrare nella vita privata delle persone".

Boltz non si sottrae al tema della ludopatia, ma lo accomuna a tutte le dipendenze dell'uomo moderno: “La verità è che la ludopatia, come tutte le altre forme di dipendenza, è una conseguenza che sono generate da un problema a priori presente nel soggetto ludopatico. Le dipendenze nascono perché la persona ha dei problemi a monte".


Pubblicato il 05/10/2015

Tags:  gioconews libri 










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