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Il punto sulla Serie A: diciassettesima giornata


Juventus, Campione d’Inverno!

Napoli show!

Milan, c’è solo la nebbia!


Avevo chiuso lo scorso articolo dicendo che il turno odierno sarebbe stato molto interessante poiché si sarebbero incrociate le prime 8 squadre del campionato e, quindi, ciò molto avrebbe detto sulle reali potenzialità delle sfidanti.





La gara più attesa è stata senz’altro quella giocata a Torino tra Juventus e Roma.

Più che sulle reali potenzialità proprie, i giallorossi si sono aggrappati alla vigilia alle leggi dei grandi numeri: la Juventus, infatti, non pareggiava da 28 partite consecutive, vinceva in casa da 24 partite consecutive e batteva la Roma in casa per 7 volte di fila.

Come scriverebbe qualcuno sui social: “anche quest’anno vinco allo Juventus Stadium l’anno prossimo”.

È, infatti, mister 94 milioni, Gonzalo Higuain a far capire da subito l’andazzo della serata: al nono è già pericoloso con un tiro al volo respinto dal miglior Szcz?sny.
Passano appena 5 minuti ed è Pipita show: riceve palla al piede, si libera regolarmente di De Rossi che cerca di contrastarlo, entra in area, evita Manolas spostandosi il pallone sul sinistro e lascia partire un tiro a fil di palo che trafigge l’estremo difensore giallorosso.

Gol sensazionale che porta sui binari giusti la partita per gli uomini di Allegri.

Il gol tronca le gambe alla Roma che, nel primo tempo, non dà segnali concreti di ripresa.
Nella ripresa è, invece, più viva e spesso pericolosa da azioni d’angolo o calci piazzati ma è la Juventus che potrebbe chiudere la gara se Szcz?sny non si mettesse a fare il fenomeno respingendo per ben due volte le conclusioni a botta sicura di Sturaro.

Alla fine, il risultato rimarrà così: 1-0 e 3 punti pesantissimi per i bianconeri che, non solo si diplomano Campioni d’Inverno con due giornate d’anticipo ma, andando a +7 dalla stessa Roma, ipotecano, se non lo Scudetto, almeno buoni tre/quarti di esso.

Molto diranno i mesi di Febbraio e Marzo quando riprenderanno le Coppe Europee.

Chi ha voglia e tanta di crederci ancora alla rincorsa scudetto è il Napoli che rifila un altro pokerissimo dopo quello inflitto al Cagliari la settimana scorsa.
Stavolta la vittima sacrificale è il buon Torino di Mihajlovic.

Partita d’altri tempi quella del San Paolo, col Napoli che in 22 minuti è già avanti per 3-0!
Mertens, Mertens ed ancora Mertens fa luccicare gli occhi ai tifosi partenopei: prima da azione d’angolo, poi su rigore e poi su respinta di Hart su tiro di Callejon dalla distanza.

Partita finita? Manco per sogno.

Troppo orgoglioso il Toro di Sinisa per arrendersi già al primo tempo. Così, nella ripresa, Belotti riapre la partita capitalizzando un rimpallo favorevole.
Chiriches sembra richiudere i conti, facendo 4-1 al 70’.
Invece, Rossettini, sfruttando una maldestra respinta di Reina da calcio di punizione, accorcia nuovamente e fa 4-2.

Di Mertens abbiamo già parlato? Sì, giusto, la sua tripletta in 9 minuti nel primo tempo… ma il suo quarto gol vale quanto i primi tre per esecuzione e bellezza: un pallonetto defilato in area sulla destra su cui Hart nulla può. Un gol meraviglioso che se la gioca con quello di Higuain per il titolo a miglior gol della Domenica.

Iago Falque 4 minuti dopo su rigore segnerà ancora per i granata e sarà l’ultimo gol di questo spettacolare 5-3.

Napoli straripante che, finalmente, sembra aver trovato la “quadra” giusta in attesa di rivedere Milik.
Toro squadra sempre gagliarda e mai doma ma che sta perdendo contatto dalle posizioni che contano, venendo da 3 sconfitte consecutive ed avendo subìto già 27 gol (solo in 5 hanno fatto peggio).

Sempre nella giornata di Sabato, aveva preceduto Juve – Roma, la partita tra Milan ed Atalanta.
Gara che è stata vivace sin da subito con i rossoneri vogliosi di cercare il vantaggio e bergamaschi a giocare d’anticipo e ripartire in contropiede.
Nonostante ciò, l’unico episodio davvero degno di nota è la traversa di Antonelli sul finire del primo tempo.
Secondo tempo sulla falsariga del primo con i rossoneri che creano qualcosa davanti ma sono spesso stoppati anche sulla linea di porta dai difensori atalantini.
Partita che si incattivisce e che, a tratti, sfugge di mano all’arbitro Massa. Alla fine gli ammoniti saranno ben 9 (3 per il Milan, 6 per l’Atalanta).
I gol, invece, rimarranno come ad inizio gara, ossia 0, nonostante Montella inserisca nella mischia anche Bacca (pericoloso col suo unico pallone toccato) e Niang (più fumoso della nebbia già presente a San Siro).

Un pareggio che, sicuramente, fa meglio all’Atalanta che non al Milan.
Inoltre, non è nemmeno tanto il misero punto guadagnato a preoccupare i tifosi rossoneri (abituati a ben peggiori situazioni negli ultimi anni) quanto il fatto che l’attacco non riesce a segnare da 2 gare, finora mai successo quest’anno.
Sembra, inoltre, che senza l’undici di base titolare, il Milan faccia fatica con chiunque.

Chi torna, se non a ridere, almeno a sorridere, è l’altra sponda dei Navigli, ossia l’Inter che, nel Lunch Match della Domenica, sbanca il Mapei Stadium battendo di misura un incerottato Sassuolo, grazie al gol ad inizio ripresa di Candreva, per altro già pericoloso nel primo tempo con un palo nei primi minuti di gioco.
Notiziona: si è visto anche Gabigol che entra a recupero già in corso e riesce anche a farsi ammonire.

Nel pomeriggio domenicale, le altre gare hanno impegnato le squadre di centro bassa classifica.
Colpo del Bologna che con un netto 0-3 sbanca l’Adriatico di Pescara con i “delfini” sempre più giù e con Oddo sulla graticola, sebbene sia intenzionato a rimanere seduto sulla panchina degli abruzzesi.
Partita davvero pessima che sarebbe potuta finire con un risultato tennistico se Bizzarri non avesse neutralizzato più di qualche pallone.

Continua il buon lavoro di Delneri sulla panchina dell’Udinese, vittorioso in casa contro il Crotone, che bene aveva fatto, soprattutto dal punto di vista del gioco, nelle ultime gare.
Ed, infatti, sono i calabresi a partire meglio con Trotta e Palladino a sfiorare il vantaggio.
Vantaggio che, però, arriva da parte dell’Udinese in chiusura di gara con Thereau.
Nella ripresa è un’altra Udinese che legittima il vantaggio dominando in lungo e in largo e creando occasioni a ripetizione; una di queste viene capitalizzata nuovamente da Thereau che a metà ripresa fa 2-0.
Delneri che si sgolerà per tutto il resto della gara in quanto avrebbe voluto meno accademia dai suoi e più concretezza.
Finisce 2-0 con i Friulani undicesimi a 24 punti in posizione di relativa tranquillità e Crotone costretto a fare la rincorsa sull’Empoli.

Proprio l’Empoli aveva aperto le danze della diciassettesima giornata ospitando Sabato alle 15 il Cagliari.
Classica partita da 1X2 con i bookmakers che davano le quote abbastanza allineate.
Ed, in effetti, per molti (ma non per il nostro tipster Alex) la vittoria dell’Empoli è stata una sorpresa.
2-0 finale con Joao Pedro che sbaglierà un rigore per gli isolani al minuto 81.
Empoli alla seconda vittoria casalinga, Cagliari che conferma le sue difficoltà lontano dal Sant’Elia (secondo peggior rendimento esterno della Serie A) e se Gigi Riva era chiamato Rombo di Tuono, l’attuale Cagliari non è nemmeno uno scroscio di pioggia.

Altra sfida di centro classifica s’è giocata al Bentegodi dove il Chievo ha avuto la meglio sulla Sampdoria: 2-1 finale con reti di Meggiorini, Pellissier (gol 101 in Serie A per lui) e Schick all’ultimo minuto di recupero.
Gialloblù che distanziano così proprio i blucerchiati di 3 punti, salendo al decimo posto in coabitazione col Torino.

Il turno di Serie A s’è chiuso alla grande nella serata di Domenica con due gare che hanno regalato gol e spettacolo.

All’Olimpico, la Lazio ha ospitato la Fiorentina, reduce dal recupero contro il Genoa (sconfitta per 1-0 e con Sousa ancora crocifisso dalla critica per la formazione messa in campo).
Parte col piede giusto la Lazio che chiude la prima frazione di gioco in doppio vantaggio firmato Keita, preciso diagonale di destro in area, e da Biglia, rigore centrale e potente che fa 2-0.
Nella ripresa dagli undici metri ci va anche Ilicic ma è fenomenale Marchetti a distendersi sulla sinistra e bloccare il forte tiro dell’attaccante viola.
Fiorentina che riesce ad accorciare con l’ex di turno, Zarate, che indispettisce i suoi ex tifosi, ma la squadra di Inzaghi a chiudere definitivamente la gara nel recupero con un giusto contropiede finalizzato da Radu al 90’.

Lazio che agguanta il Napoli al terzo posto e si lascia alle spalle il Milan, dietro di un punto.

Ha dell’incredibile quanto successo a Genova tra Genoa e Palermo.
Parte bene il Genoa che con Simeone, specializzato ormai nei gol ad inizio gara, fa subito 1-0 al sesto.
Il Palermo è vivo per tutto il primo tempo e pareggia prima dello scadere con Quaison, dopo uno slalom in area.
Nella ripresa è ancora Genoa che, ancora con Simeone e poi con Ninkovic, si porta sul 3-1 al minuto 65.

Qualcuno avrà pensato di girare canale ché tanto i rossoblù l’avevano chiusa.

Ed, invece, come nel più bello dei sogni calcistici, i rosanero riescono con cuore a ribaltare clamorosamente il risultato! È 3-4 finale con migliaia di bollette strappate dagli scommettitori!

Prima sconfitta in casa per il Genoa quest’anno, seconda vittoria in trasferta per i rosanero, la prima di Corini.
Palermo che agguanta il Crotone al penultimo posto.

Il prossimo turno sarà l’infrasettimanale prima di Natale al quale non parteciperanno Milan e Juventus impegnate a Doha nella Supercoppa Italiana.


Pubblicato da Angelo D'Arrigo il 19/12/2016

Tags:  seriea 










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