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6. Il calcolo della quota: elementi essenziali


Nel passato articolo abbiamo introdotto il discorso sulla quota e di quando essa possa essere fonte di guadagno sicuro per lo scommettitore grazie al calcolo delle surebet.


Nel presente articolo, riprendiamo più propriamente il discorso delle value bet e del loro possibile calcolo.




Ribadiamo per un attimo il concetto di value bet: siamo in sua presenza quando la quota offerta dal bookmaker è superiore alla quota reale ossia quella quota che noi riteniamo giusta per quel segno; quindi, quando ha “valore”, presentando un rischio minore della possibilità di guadagno.

Si è detto anche che sono due i possibili approcci all’individuazione di una value bet:

1) un approccio emotivo, basato essenzialmente sui “nomi” delle squadre, sulle percezioni e sul tifo;
2) un approccio scientifico-razionale, basato su dati statistici e sulla considerazione di altri fattori determinanti.

Naturalmente, il metodo razionale è anche quello dei tipster professionisti, di quella piccola parte di scommettitori che riesce a terminare in utile una stagione bettistica.

Vediamo di capirne di più.

Premetto che, come ho detto più volte, non esiste un metodo razionale uguale per tutti ed anche ciò che si è scritto finora e che si continuerà a scrivere, non deve essere considerato come “il metodo” per vincere con certezza alle scommesse.
Lo ripeterò sempre: vogliono essere dei consigli che evidentemente ti aiuteranno a “leggere” meglio gli eventi e le quote correlate e che ti possono certamente aiutare ad ottenere qualche soddisfazione.

Detto ciò, iniziamo qui ad elencare tutti i fattori che ritengo fondamentali nel calcolo di una value bet.
Riprenderemo, poi, punto per punto tali fattori dedicando ad ognuno di essi un articolo specifico, andando ad ampliare il discorso anche e soprattutto con esempi reali.

Inizio a concentrarmi inizialmente sullo stato di forma delle squadre.
Ci sono vari modi per considerare lo stato di forma di una squadra:

- a brevissimo termine: considero solamente la partita precedente, quindi il risultato ma anche la prestazione della squadra, se ha meritato, se ha demeritato, eccetera.

- a medio termine: considero solitamente le ultime 5 gare andando a valutare anche e soprattutto contro chi queste partite sono state disputate (quindi se con avversari più forti, alla pari, meno forti), le prestazioni e la tendenza a fare e/o subire gol.

- a lungo termine: posso considerare anche 10 gare o più per valutare una tendenza specifica a fare bene a fare male o ad alternare tali tendenze (ma questo discorso si avvicina maggiormente all’analisi statistica delle frequenze e dei ritardi).

Posso dire, in base alla mia esperienza, che questo è il fattore più importante da tenere in considerazione e, quindi, è fondamentale dare un peso notevole allo stato di forma delle squadre nella valutazione della quota.
Questo perché sono i risultati più vicini all’evento che determinano, nella maggior parte dei casi, l’esito dell’evento stesso.
Per intenderci, se si affrontano due squadre, una che viene da 5 vittorie consecutive e l’altra da cinque risultati negativi, sarà davvero difficile che la tendenza sia invertita proprio quando queste si affronteranno.
Naturalmente a ciò ci sono le eccezioni ma, ricordiamolo sempre, siamo nel campo delle scommesse, ossia dell’aleatorietà e della probabilità e dove l’obiettivo del tipster è cercare di minimizzare il rischio.

Subito dopo lo stato di forma, vado ad analizzare le statistiche generali delle squadre con particolare riferimento a quelle home/away (casa/trasferta).

Qui per statistiche generali voglio intendere, molto semplicemente, il numero di vittorie, di pareggi e di sconfitte. Quando ciò non è possibile, come ad inizio stagione, vado a considerare i numeri della passata stagione facendo moltissima attenzione a valutare la rosa della squadra e soprattutto l’allenatore (è lo stesso? È cambiato? Qual è la sua idea di gioco?).

Perché è importante riferirsi in modo più analitico a quelle casa/trasferta?


Perché molto spesso si nota come il rendimento casalingo sia differente da quello in trasferta, nel bene o nel male.
È, allora, importante capire come possa influire il cosiddetto “fattore campo” nel più generale andamento di classifica delle squadre.

Ci sono squadre che creano i propri successi tra le mura amiche e che sono dei colabrodo in trasferta; altre che prendono e fanno gol lontano dai propri stadi, salvo poi creare barricate in casa.
Le casistiche sono davvero tante e, quindi, è bene contestualizzare la ripartizione dei punti totali, distinguendo le prestazioni casalinghe da quelle in trasferta.

L’analisi di tali statistiche generali si fa successivamente sempre più puntuale andando a ricercare anche gli incontri “simili”.

Cosa intendo per incontri simili?


Voglio intendere eventi passati che possono avere delle analogie con l’evento che stiamo analizzando.

Come possono essere individuati tali eventi?

In due modi:

- andando a vedere come si è comportata la squadra A quando ha affrontato squadre che navigano nella stessa zona di classifica della squadra B;

- andando a ricercare le quote simili. In questo modo, infatti, valuteremo gli eventi nell’ottica del bookmaker che li valuta, appunto, simili.

Vedremo degli strumenti utili in tal senso nei prossimi articoli.

Di notevole importanza sono anche i valori espressi dai gol fatti e subiti, utilissimi per quando vogliamo bettare sui segni GOL o NO GOL oppure sugli OVER ed UNDER.
Il discorso è molto simile a quello fatto per le vittorie, pareggi e sconfitte: valutiamo i numeri generali per poi andarli ad analizzare in maniera sempre più precisa e ristretta, quindi ponendo la lente d’ingrandimento sui numeri home/away nonché sui numeri derivanti da eventi simili.

Altro fattore da considerare (per il quale abbiamo addirittura una rubrica sulla nostra pagina Facebook) è rappresentato dall’analisi delle frequenze e dei ritardi.

Personalmente faccio molta attenzione quando una serie è troppo lunga o quando un segno ritarda troppo la sortita.
Sono considerazioni puramente statistiche, è vero, e pure bisogna tenerne conto poiché tutti noi sappiamo che, prima o poi, una sequenza finirà.

Gli altri fattori da considerare, che, a seconda delle situazioni, possono risultare più o meno importanti, sono rappresentati da:

- assenze ed infortuni;
- clima/meteo;
- fattori motivazionali;
- precedenti storici
- cambi allenatore/calciomercato.

Abbiamo, quindi, stilato una scaletta di quelli che saranno i prossimi articoli.

Stiamo entrando nel vivo dell’argomento e cercheremo di fare esempi pratici dalla prossima volta. 
Nel frattempo ti ringrazio per il tempo dedicatomi nella lettura dell’articolo e ti invito a seguirci come sempre nei nostri canali social FacebookTwitter (@betting_life) e Google+ (Bettinglife.it) ed unendoti al Canale Telegram (telegram.me/bettinglife_it).

Grazie ed alla prossima!


Pubblicato da Angelo D'Arrigo il 12/01/2017

Tags:  bettingschool 










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