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17. Cos'è il massa pari nelle scommesse.


Abbiamo parlato negli scorsi articoli di Money Management e di due fogli in excel utilizzati dagli scommettitori per la gestione della cassa, vale a dire il Masaniello ed il Roserpina.


Oggi, invece, affrontiamo la trattazione di un altro metodo per la gestione della cassa, ossia il “massa pari”.

Cosa significa giocare a massa pari?


Il massa pari è un metodo di gioco nelle scommesse che prevede di giocare sempre lo stesso importo (stake) ad ogni scommessa. Quindi, se ad esempio ho un bankroll di 1000 € ed ho in mente di giocare almeno 100 scommesse, per ognuna di essere dovrò puntare 10 €. So, quindi, dall’inizio che quel capitale mi permetterà di coprire come minimo 100 giocate.

C’è un’esatta percentuale da puntare per ogni scommessa?


Il massa pari è pensato per quegli scommettitori che cercano di ottenere un guadagno nel lungo periodo, diciamo almeno una stagione bettistica, e con un numero alto di scommesse. Di conseguenza, lo scommettitore dovrà fare davvero molta attenzione alla gestione della cassa, in quanto sa che quel denaro dovrà essergli sufficiente per un lungo arco di tempo.
Ciò significa che lo stake per ogni giocata che andrà ad effettuare dovrà essere davvero molto basso, nell’ordine dell’1%, massimo 2%, del proprio bankroll totale.

In pratica, sappiamo che se vogliamo destinare 1000 € al gioco d’azzardo, avremo a disposizione almeno 500 scommesse per incrementare il nostro capitale, ipotizzando, appunto, una puntata del 2% a scommessa. Ammettendo di voler giocare eventi con quote attorno alla pari, quindi di quota più o meno @2,00, ne consegue che per andare in utile, dovremo indovinare almeno la metà degli eventi + 1.

Qualcuno dirà: non è allora meglio il Masaniello che, a parità di condizioni, permette guadagni più alti?


C’è da fare una premessa. Quando si ha a che fare con le scommesse, bisogna ragionare sempre in termini pessimistici e considerare che i periodi negativi sono sempre dietro l’angolo, anche se ci si ritiene degli ottimi tipster. Il Masaniello consente sì guadagni maggiori ma ha il gravissimo handicap di non poter far fronte a periodi negativi. Sappiamo bene, infatti, come le cosiddette “bad run”, ossia i periodi negativi fatti di un certo numero di scommesse perse consecutivamente, possano in breve tempo bruciare gran parte, se non tutto, il capitale a disposizione. Il massa pari permette, invece, più tempo per poter risalire da periodi non buoni.

Ipotizziamo di voler impostare un Masaniello con i seguenti parametri:
- eventi totali: 100 (il massimo per un Masaniello);
- eventi da indovinare: 51 (quindi quelli utili per andare in attivo col massa pari);
- quota media: @2,00;
- bankroll: 1000 €.

Con tali parametri, la resa è del 117,2%, quindi ci ritroveremmo con 2172 € se andremo a rispettare le condizioni. Ipotizziamo di partire davvero male, sbagliando le prime 6 scommesse, ipotesi più che possibile: ci troveremmo con una cassa svuotata di 511,18 €, ossia più della metà del proprio capitale.
A ciò, statene certi, seguirebbero ansia e fretta di recuperare nonché il timore di perdere tutto il bankroll entro breve. Una situazione psicologica non proprio piacevole se consideriamo che abbiamo giocato appena 6 (!!) delle ipotetiche 100 scommesse a disposizione. Nel caso del massa pari, invece, avremmo perso soltanto il 12% dello stesso e avremmo davanti a noi davvero molto più tempo e calma per poter recuperare, nonché una situazione psicologica totalmente differente.

Si tratta, quindi, di differenti approcci: il massa pari è più conservativo e ci fa rimanere maggiormente concentrati sul lungo periodo poiché il bankroll non subirà mai incrementi o decrementi significativi nel breve periodo. Il Masaniello è più aggressivo: può puntare a vincite maggiori ma anche a perdite pesanti nel brevissimo periodo, come s’è evinto dall’esempio numerico fatto.

Prendiamo un altro esempio a noi più vicino, ossia le scommesse effettuate dal nostro tipster Alex sul campionato di Serie A. Vi abbiamo riportato l’altro giorno in pagina Facebook l’aggiornamento del suo rendiconto che, al momento (Marzo 2017), vede 46 pronostici indovinati su 71 con puntate a massa pari ed una quota media di @2,00. Il bankroll iniziale è di 1000 € con stake del 5%, quindi di 50 € ad evento.
Ad oggi il capitale è stato incrementato del’88,8% poiché la cassa progressiva segna un +1888 €.

Cosa sarebbe successo se avessimo usato il Masaniello?


Chi ha letto l’articolo ad esso dedicato (se te lo sei perso clicca qui), ricorderà che sottolineammo come il numero degli eventi da indovinare deve essere scelto in funzione della quota media di riferimento; essa, infatti, ci indica la percentuale massima di eventi che dovremmo essere in grado di indovinare. Una quota media di @2,00, che esprime una percentuale di sortita del segno pari al 50%, ci indica che su 71 eventi potremmo probabilmente essere in grado di indovinarne 35.

Consigliammo anche di mantenersi ancora più bassi della percentuale espressa dalla quota media, sempre per il principio della prudenza da applicare a qualsivoglia metodo di gestione della cassa. In questo caso, però, vogliamo esagerare e mantenere un numero di eventi da indovinare pari proprio alla percentuale espressa dalla quota media, quindi @2,00 e, di conseguenza, 35 eventi. Ci troveremmo in questa situazione: 


Avremmo ottenuto un incremento della cassa del 68%.
Col massa pari, il nostro tipster Alex è riuscito addirittura a fare meglio raggiungendo l’88,8%. Non solo; col massa pari, Alex ha evitato tutte le paranoie psicologiche che sarebbero derivate da un’impostazione così aggressiva del Masaniello che già alla prima scommessa aveva assegnato uno stake del 7,78% (77,80 €). Decisamente troppo rispetto alla regola generale prima enunciata che vuole uno stake fisso nell’ordine dell’1%-2%.

Qualcuno dirà: come mai Alex ha rischiato il 5% del proprio bankroll per ogni giocata?


Come abbiamo detto anche nei precedenti articoli, prima di scegliere il proprio Money Management, è bene effettuare un lungo periodo di prova al fine di testare le proprie abilità bettistiche. Alex ha alle spalle sia un’attività di quotista che anni di scommettitore professionista; di conseguenza, conosce bene se e quando rischiare. Ed i numeri, infatti, gli stanno dando ragione.

In generale, quindi, il massa pari:

- è consigliabile se bisogna affrontare lunghi periodi di gestione della cassa (una stagione bettistica almeno);
- è l’ideale per chi ha un approccio conservativo del capitale (il che dovrebbe anche essere una condizione essenziale per ritenersi uno scommettitore professionista), in quanto ci permette di mantenere relativamente stabile il proprio bankroll anche se dovessimo incappare in periodi negativi;
- ci evita condizioni psicologiche di ansia nonché di fretta nel recuperare eventuali perdite e, quindi, ci permette di essere sempre razionali nella scelta degli eventi;
- potrebbe farci ottenere guadagni anche più elevati del Masaniello nel lungo periodo.

Nel prossimo articolo parleremo del Raddoppio Progressivo.

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Grazie ed alla prossima!


Pubblicato da Angelo D'Arrigo il 30/03/2017

Tags:  bettingschool  moneymanagement  masaniello  roserpina  bankroll  stake  massa pari 










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