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Il punto sulla SERIE A: prima giornata, stagione 2017 - 2018.


Bentornata Serie A!


Serie A, Bundesliga e Liga erano i tre campionati europei, tra i maggiori, ancora ai nastri di partenza. E finalmente si è ripartiti con quello che negli anni ’80 veniva definito come il campionato più bello del mondo. Diverse le novità, il VAR su tutte, e molte le aspettative delle squadre per questa nuova stagione che ha preso ufficialmente il via Domenica scorsa con l’assegnazione della Supercoppa Italiana vinta dalla Lazio per 2-3 sulla Juventus al termine di una partita memorabile, se non altro per il susseguirsi delle reti e del gol finale nel recupero che ha dato la vittoria ai biancocelesti.

E partiamo proprio dai campioni in carica della Juventus che hanno esordito davanti al proprio pubblico contro il Cagliari, inaugurando il campionato nell’anticipo delle 18 del Sabato.

Alte le aspettative riguardo i bianconeri, come sempre del resto nei confronti dei primi della classe, soprattutto dopo le sconfitte di Cardiff ed, appunto, di Roma in Supercoppa. Interrogativi tanti in seguito alla cessione eccellente di Bonucci, e nel precampionato diverse sono state le disattenzioni difensive, nonché agli arrivi di De Sciglio, Douglas Costa, Bernardeschi ed, in ultimo, Matuidi dal PSG.
Per la prima uscita in campionato, Allegri, che nella conferenza della vigilia aveva predicato calma ed umiltà, si affida allo zoccolo duro della passata stagione, promuovendo, di fatto, Rugani titolare di difesa, accanto a Chiellini. Lichsteiner preferito a De Sciglio e Marchisio al posto di Khedira a centrocampo.
La novità non è tanto l’esito del primo tempo, che vede in vantaggio la Juve 2-0 con reti di Mandzukic e Dybala, quanto l’immediata applicazione del VAR, grazie al quale ai ragazzi di Rastelli viene assegnato un rigore al minuto 39’, penalty neutralizzato dal sempreverde Buffon che respinge il tiro centrale ed indeciso di Farias. Cagliari che pure aveva avuto un’altra occasione clamorosa per segnare nel primo tempo ma sciupata in malo modo.
Il secondo tempo del Cagliari, che quest’anno dovrà fare a meno del bomber Borriello, in forza ora alla SPAL, è stato di sofferenza con la Juventus che avrebbe potuto dilagare per quanto creato (la traversa ha negato la gioia della doppietta a Dybala) ma che s’è limitata a chiudere sul 3-0 col sigillo di Higuain che ha finalizzato una perfetta azione orchestrata da Mandzukic ed Alex Sandro.

Scontato che la Juve sia ancora la maggiore pretendente al titolo mentre per il Cagliari si prevede probabilmente maggiore sofferenza rispetto al tranquillo undicesimo posto dell’anno scorso.

Chi dai più è indicata come anti-Juve è anche quest’anno il Napoli che ha esordito nella serata di Sabato a Verona contro l’Hellas.

Napoli che, come la Juve, ha già disputato una partita ufficiale e ci riferiamo al preliminare di Champions che li ha visti battere mercoledì scorso il Nizza per 2-0. Gli uomini di Sarri hanno così potuto affrontare con più concentrazione questa trasferta, sempre temibile ad inizio anno, e ci ricordiamo tutti del 2-2 di Pescara dell’anno scorso. Stavolta, invece, non ci sono sorprese ed Insigne e compagni già nel primo tempo assediano la porta gialloblù portandosi in vantaggio per 0-2 grazie alla sciagurata autorete di Souprayen ed al gol di Milik che finalizza il superbo lavoro del compagno Insigne.
Nella ripresa si risveglia il Verona che impegna Reina ma è ancora il Napoli a segnare con Ghoulam che raccoglie una respinta e mette in cassaforte il risultato con un preciso tiro di sinistro sotto la traversa. Sul finire del tempo ci sarà il gol su rigore di Pazzini, assegnato dall’arbitro Fabbri per fallo in area di Hysaj che verrà anche espulso.

Buona la prima, quindi, anche per il Napoli che tiene subito il passo dei rivali bianconeri. Verona che, come le altre neopromosse, dovrà lottare non poco per garantirsi la permanenza in Serie A, anche alla luce di un mercato che ha sì visto qualche arrivo d’esperienza come Cerci e Caceres ma che comunque non autorizzano a dormire sonni tranquilli.

La terza “big” a scendere in campo è stata la Roma che ha fatto visita all’Atalanta nell’anticipo di Domenica delle 18 in quello che è stato il primo incontro di cartello di campionato, considerati i piazzamenti dell’anno scorso, rispettivamente secondo e quarto.

Molta curiosità attorno alla nuova Roma di Di Francesco, sia per il suo ruolo di allenatore, sia per l’assenza (stavolta definitiva e non per scelta di Spalletti) di Francesco Totti. L’Atalanta aveva ben impressionato nel precampionato anche con vittorie eccellenti nonostante le partenze di due degli artefici dello storico piazzamento dell’anno scorso, vale a dire il centrocampista Kessié ed il terzino destro Conti. Anche la Roma ha visto partenze importanti: Rudiger, Paredes e Salah hanno lasciato la capitale ma è arrivato Kolarov dal City. Proprio l’ex terzino laziale decide il match al 31’ del primo tempo con una precisa punizione da 22 metri. La difesa giallorossa è poi brava a placcare tutti gli attacchi degli uomini di Gasperini: alla fine della gara saranno 6 le conclusioni nello specchio per i nerazzurri contro l’unica, ma vincente, dei giallorossi.

Primi 3 punti pesantissimi, quindi, per Di Francesco che bagna nel migliore dei modi l’esordio ufficiale sulla “calda” panchina della Roma e punta subito Juve e Napoli. Sconfitta per l’Atalanta che non ridimensiona affatto il team di Gasperini che ha le qualità per far bene anche quest’anno; molto dipenderà da quanto influirà il doppio impegno campionato-Europa League.

Nella serata di Domenica ahnno giocato tutte le altre squadre: fari puntati soprattutto a San Siro ed a Crotone dove sono scese in campo rispettivamente Inter – Fiorentina e Crotone – Milan.

L’Inter parte la stagione con il nuovo allenatore, Spalletti, e con acquisti mirati che hanno puntellato la squadra: Vecino, Skriniar, Borja Valero, Dalbert e Cancelo, atteso in queste ore a Milano, sono fin qui gli acquisti operati dalla dirigenza nerazzurra. Chi, però, come negli anni scorsi ci pensa a buttarla dentro è sempre lui, il capitano Icardi che dopo un quarto d’ora praticamente ipoteca i primi 3 punti stagionali portando l’Inter sul 2-0. Nella ripresa arrotonderà il risultato Perisic, sempre al centro di voci di mercato ma, al momento, dichiarato incedibile da Spalletti stesso.

L’obiettivo nerazzurro è ritornare quanto prima in Champions League e chissà che quest’anno non sia quello giusto con un allenatore esperto e navigato come Spalletti. Sarà dura, invece, per l’ex Pioli, ora seduto sulla panchina della Viola: il mercato ha visto portargli il “Cholito” Simeone dal Genoa e Benassi dal Toro ma le partenze in un colpo solo di Bernardeschi, Kalinic, Vecino, Ilicic, Borja Valero e Tatarusanu sono difficili da rimpiazzare.

Riguardo i rossoneri, la dirigenza ha infiammato la piazza con un mercato inaspettato e faraonico. Praticamente si parla di un’altra squadra rispetto all’anno scorso, essendo rimasti tra i titolari solo Donnarumma, Romagnoli, Bonaventura e Suso ed essendo, ad oggi, ben 11 le nuove facce sui terreni di Milanello, tra tutti quella dell’ex bianconero Bonucci.

Milan che è stata la prima squadra a far partire ufficialmente la stagione prima di tutte, essendo stata impegnata nel terzo turno preliminare di Europa League, che li ha visti eliminare il Craiova di Mangia (0-1 in Romania, 2-0 a San Siro i risultati) e successivamente lo Shkendija, già liquidato nell’andata a Milano con un tennistico 6-0 che, di fatto, rende il ritorno una pura formalità in Macedonia.
Anche contro il Crotone, Montella ha proseguito questo inizio di stagione vincendo e liquidando già nei primi 25 minuti di gara la squadra di Nicola: Kessié dal dischetto, Cutrone e Suso hanno chiuso i giochi anzitempo anche grazie al fatto che i calabresi erano rimasti in dieci dal quarto minuto.

L’obiettivo dichiarato dei rossoneri è, come per i cugini nerazzurri, ritornare in Champions ed il Milan potrà provarci sia inseguendo uno dei primi quattro posti in campionato sia provando a vincere l’Europa League, come lo United l’anno scorso. Riguardo il Crotone, servirà un altro miracolo come quello dell’anno scorso per la seconda permanenza di fila in Serie A.

Chi ha “steccato” la prima uscita è la Lazio che impatta 0-0 in casa contro la neopromossa SPAL. Ci si aspettava una passeggiata per i ragazzi di Simone Inzaghi sia perché la quota dell’1 era davvero misera, circa 1,25, sia perché tutta Italia aveva visto una Lazio pressoché perfetta nella sfida di Supercoppa contro la Juve. La prestazione c’è stata ed i numeri a fine gara lo confermano ma, come si suol dire in questi casi, è mancato solo il gol.

Vale per la Lazio lo stesso discorso fatto per l’Atalanta: sarà fondamentale la gestione degli uomini visto il doppio impegno, soprattutto alla luce della cessione di Biglia e quella sempre più che probabile di Keita.

Hanno chiuso, poi, la prima Domenica di Serie A:

Sampdoria – Benevento 2-1: senza paura i campani in questa prima uscita storica uscita in Serie A: passano in vantaggio e creano occasioni anche durante il resto della gara ma si fanno riprendere e superare dal solito Quagliarella.
Bologna – Torino 1-1: si decide tutto nel primo tempo in una gara equilibrata che termina in parità grazie ai gol di Di Francesco e Ljajic.
Sassuolo – Genoa 0-0: non è più il Sassuolo di Di Francesco e si vede. Appena uno 0-0 contro il Genoa di Juric che l’anno scorso s’è salvato per il rotto della cuffia.
Udinese – Chievo 1-2: passano gli anni ma il Chievo non è più una sorpresa. Subito 3 punti pesantissimi ottenuti su un difficile campo come quello di Udine che ha deciso di proseguire il suo rapporto con Delneri.


Pubblicato da Angelo D'Arrigo il 21/08/2017

Tags:  napoli  roma  serie a  juventus  lazio  inter  milan 










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