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Balotelli: talento inesploso o giocatore sopravvalutato ?


Sono così tanti i giudizi su Mario Balotelli che non ci sono solo due semplici fazioni al riguardo, ma più pareri discordi.

C'è chi dice che è ancora giovane e che l'età è quindi dalla sua parte, chi lo reputa un giocatore sopravalutato, chi un talento inespresso e chi un fenomeno. 

Cerchiamo di capire quale "categoria" è più consona al calciatore palermitano di nascita ma "naturalizzato" bresciano che calca palcoscenici importanti ormai dal non più vicinissimo 2007. 


Infatti Mario si guadagna un posto nella prima squadra dell'Inter per scelta del mister Roberto Mancini che nella stagione 2007-2008, seppur ancora 17enne, ritiene di fargli fare l'ambito salto di qualità Primavera-Serie A. 
Il giovane attaccane si guadagna il soprannome di Supermario siglando importanti reti già nella sua prima stagione in Serie A, trascinando la propria squadra anche in coppa Italia. 

Milita all'Inter fino al 2010 quando firmerà il contratto con il Manchester City, salutando definitivamente la mai completamente amata sponda nerazzurra di Milano
I tifosi interisti di lui ricordano non solo i 28 gol siglati in 86 presenze ma anche, e soprattutto, il comportamento indisciplinato che spesso ha portato a liti di spogliatoio e numerosi cartellini gialli e rossi. 
Infatti la carriera di Mario è contraddistinta da un centinaio di cartellini (tra cui molti rossi) che fanno di lui una pericolosa arma a doppio taglio, capace di risolvere come di rovinare una partita a seconda del piede con il quale si sveglia. 
Già perchè anche a Manchester, dove ha giocato fino al 2013, si è fatto conoscere per la sua imprevedibilità, un misto di gol, rigori e provocazioni con i tifosi. 
Sono tipici del periodo inglese le esultanze con le quali zittiva le critiche dei tifosi, le proteste contro gli arbitri e gli episodi rissosi, famoso in tal senso il litigio con Mancini (allora tecnico dei Citizens) con il quale venne praticamente alle mani. 

Nel gennaio del 2013 arrivò il tanto desiderato trasferimento al Milan, dopo un periodo di reciproci corteggiamenti fra le parti in causa. 
Al Milan arrivò con 30 reti all'attivo, realizzate in 80 presenze in Inghilterra, e con la voglia di essere la figura di riferimento per una squadra che negli anni ha sempre schierato autentici fuoriclasse nella zona più seguita del campo, nomi come Shevchenko, Crespo, Kakà, Inzaghi e Ibrahimovic. 
Arrivato a stagione in corso riuscì a trascinare i rossoneri verso un imprevedibile 3° posto e a confermarsi pedina fondamentale attorno alla quale costruire il Milan anche la stagione successiva. 
Nonostante questa sia la squadra che tifava fin da piccolo e per la quale voleva giocare, Mario sembra comunque una personalità molto lunatica che divide i tifosi tra coloro i quali gli preferiscono Pazzini e quelli che riconoscono le sue doti di trascinatore in campo. 


Dopo l'analisi storica e comportamentale, degna del prandelliano codice etico, è ora però il momento di vedere Mario Balotelli per quello che effettivamente è, cioè un attacante di calcio. 

Tecnicamente Supermario è sempre stato molto legato al possesso di palla e quasi sempre schierato come unico riferimento offensivo
Ed è proprio su questa scelta che poniamo l'accento, cioè Mario è o non è un giocatore capace di sostenere da solo tutto il peso dell'attacco ? 
Analizzando i vari ruoli che spaziano sul fronte offensivo del campo possiamo subito intuire, facilmente, che il 45 rossonero non può essere schierato sull'esterno in quanto, nonostante le potenzialità atletiche indiscusse, ha sempre dimostrato scarsa attitudine nell'aiutare la squadra in fase difensiva e nel correre costantemente nell'arco dell'intera partita. 

E' quindi chiaro che il suo raggio d'azione deve limitarsi il più possibile alla zona centrale dell'attacco, con la relativa libertà che un giocatore tecnicamente dotato come lui deve avere, ma il punto allora diventa il seguente: è una prima punta, una seconda punta o un trequartista ? 

Per quanto questo probabilmente a Balotelli non piaccia bisogna constatare che nel gioco del calcio, ad eccezione del portiere, bisogna correre, correre e correre! 
Lui però è sempre sembrato estraneo ai movimenti che una prima punta, un rapace d'area, deve avere nel proprio bagaglio tecnico; movimenti che consistono nell'attaccare l'area di rigore, nel creare spazi con i propri movimenti per gli inserimenti dei centrocampisti e nei continui tagli della linea difensiva che devono dare l'opportunità ai centrocampisti di lanciare lungo. 

Così resta quasi ovvio dire che il ruolo più adatto al giocatore bresciano è quello della seconda punta, ovvero quello di compagno offensivo di una punta di sfondamento o comunque di partner di reparto di un giocatore di movimento che crei spazi in area. 
Così indipendentemente dalle scelte dell'allenatore (giocare sulle fasce, giocare con lanci lunghi o giocare in velocità), sembra chiaro che giocatori con le sue caratteristiche non possono giocare da soli in attacco. 

Eppure, come dimostrato anche nella partita contro l'Uruguay al mondiale, dove Balotelli e Immobile si sono fatti due (2!) soli passaggi in 45 minuti, Balotelli fatica a trovare un'intesa con i compagni di reparto. 

Già ma come mai allora gli allenatori insistono su quel ruolo ? Come mai continuano a farlo giocare in una posizione che perfino lui, seppure non esplicitamente, fa capire di non sentirsi propria ? 
Proprio per questo, cosi come per il continuo nervosismo che lo caratterizza in campo, sia nelle squadre di club che della Nazionale italiana, vengono a crearsi quei ballottaggi che probabilmente non dovrebbero esistere. 
Parliamo dei ballottaggi come quelli con Immobile in Nazionale o Pazzini al Milan, due centravanti con il vizio del gol che per le ragioni sopra citate dovrebbero trovarsi a proprio agio con il profilo di Balotelli, che a questo punto definiamo attaccante senza punti di riferimento tattici e di posizionamento. 



Certo che per le doti tecniche e fisico-atletiche di SuperMario le aspettative dei tifosi sono molto alte, ma fino ad ora sono state rispettate in maniera discontinua: a parlare sono proprio le prestazioni altalenanti e le statistiche. 

Ci auguriamo per il futuro del calciatore ed anche per la nostra Nazionale (sempre che la ricostruzione possa partire ancora da lui) che riesca a trovare il giusto equilibrio in campo e fuori.



Pubblicato il 28/06/2014

Tags:  balotelli italia 










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