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Quali sono gli eSports più famosi?


Abbiamo parlato nei precedenti articoli di eSports della loro definizione generale nonché della loro storia, da Spacewar fino alle Olimpiadi di Parigi del 2014. Conosciamo ora gli eSports più famosi.


Una premessa: potenzialmente, qualsiasi videogioco che preveda competizione tra più persone rientra nella categoria degli eSports. ? il mercato che, con gli anni, attraversamento l’apprezzamento dei videogamers, ha stabilito e continua a stabilire quelli più giocati e, quindi, più famosi. Te ne proponiamo una carrellata, soffermandoci in particolare sul genere e le caratteristiche del gioco stesso.

1. STARCRAFT.


Come al solito ci piace partire da lontano e non è un caso se Starcraft è il primo titolo di cui vogliamo parlarti. Può essere considerato la pietra miliare degli eSports in quanto, con il suo sistema di multiplayer, permise e permette di giocare sfide contro un numero massimo di sette avversari, reali o controllati dall’intelligenza artificiale del gioco, collegati in internet attraverso la piattaforma Battle.net, sito dal quale è possibile sfidarsi anche a World of Warcraft, Diablo, Heroes of the Storm, Hearthstone, Overwatch e Destiny 2.

Starcraft è un RTS (Real Time Strategy – strategia in tempo reale) prodotto dalla Blizzard Entertainment. La sua prima versione fu rilasciata il 31 Marzo 1998. Il gioco è ambientato nel futuro e riguarda la conquista di un settore della Via Lattea da parte di tre razze: i Terran, una sorta di discendenti dei terrestri, gli Zerg, simili a degli insetti mutanti, ed i Protoss, una razza umanoide con abilità psichiche avanzate. Pur con delle particolarità ben distinte, con nessuna di esse si hanno vantaggi sulle altre, semplicemente si adattano a stili di gioco differenti.
Lo scopo del gioco è completare una serie di campagne – o missioni – dalle ambientazioni fantasy e fantascientifiche prevalendo sull’altra fazione in gioco, in una guerra spaziale che si svolge attraverso unità aeree ed unità di terra. Nelle partite multiplayer, v’è la possibilità di stabilire partite libere con diversi obiettivi, quale l’eliminazione degli avversari od il “cattura bandiera”.


2. LEAGUE OF LEGENDS.


Passiamo dal più vecchio al più giocato. League of Legends (d’ora il poi LoL) è anch’esso un RTS ma del sottogenere MOBA (Multiplayer Online Battle Arena) sviluppato e pubblicato da Riot Games nel 2009.

Al suo successo ha contribuito sicuramente il fatto che il gioco è usufruibile gratuitamente online ed, infatti, si stima che circa 70 milioni di persone ci giochino ogni mese ed almeno 25 milioni ogni giorno. In LoL, ogni giocatore controlla un “campione”, ossia un’unità eroica con delle abilità speciali e con dei precisi ruoli (ve ne sono 127) che sintetizzano il suo stile di gioco, come “Combattente”, “Tiratore”, Supporto”, eccetera.

Nella modalità più popolare di LoL, che poi è anche quella con la quale si svolgono le manifestazioni ed i tornei, si gioca cinque contro cinque, ognuno col suo “campione”. L’obiettivo del gioco è essere il primo team a distruggere il “Nexus” avversario, vale a dire una struttura che si trova nel cuore della base difensiva. Per raggiungere tale Nexus, i giocatori dovranno farsi strada distruggendo le “Turrets” ossia delle torri difensive a protezione del Nexus, oppure far sì che l’avversario si arrenda.

Ogni “campione” parte dal un livello 1 ma può aumentare la sua forza fino ad arrivare ad un livello 18. Ad ogni passaggio di livello, migliorano le statistiche del personaggio e si ha la possibilità di potenziare di un grado una delle quattro abilità disponibili. Si accumulano anche punti esperienza, che aiutano ad aumentare il livello del giocatore, ed anche gli Influence Points che servono per l’acquisto di rune, le quali conferiscono un bonus personalizzabile al tuo campione, e di altri campioni. Questi ultimi possono essere anche sbloccati grazie ai Riot Points, crediti acquistabili nello shop online del gioco.


3. COUNTER STRIKE.


Quasi in contemporanea con Starcraft, fa l’esordio sul mercato anche Counter Strike, un FPS (First Person Shooter – sparatutto in prima persona) prodotto da Valve Software nel 1999.

Anche Counter Strike è un multiplayer in cui due squadre composte da 5 persone, in cui ognuno di esse comanda un soldato, si scontrano in round di 1 minuto e 45 secondi dove la tattica è l’elemento principale e la mente ed i riflessi sono pienamente sfruttati. Ogni partita è composta da 30 round e vince chi per primo ne riesce a vincere 16. I giocatori possono comprare equipaggiamenti migliori prima dell’inizio di ogni round grazie al denaro guadagnato nei precedenti round e dipendente dalla performance di gioco.
Counter Strike è uno degli eSports che, ad oggi, ha attribuito oltre 10 milioni di dollari di premi in oltre 500 tornei svolti.


4. CALL OF DUTY.


Rimanendo nel genere FPS, non si può non citare Call of Duty, una serie di videogiochi che ha fatto il suo esordio nel 2003 con il suo primo titolo e che poi ha visto lo sviluppo di altri tredici capitoli nonché di sei spin-off (ossia di opere derivate da quella principale, che mantengono lo stesso scenario ma narrano storie parallele). Call of Duty prevede ambientazioni diverse a seconda dei capitoli del genere: seconda guerra mondiale, guerra fredda, un’ipotetica guerra contemporanea ed una guerra futura.

Inoltre, anche le modalità di gioco sono diverse. Ve ne sono tre pincipali:
- Hardpoint: ogni squadra deve combattere per assicurarsi un dato punto sulla mappa;
- Search and destroy: è una modalità molto simile a Counter Strike dove l’obiettivo è eliminare la squadra avversaria, vincendone almeno 4 round su 7, oppure detonare la loro bomba;
- Uplink: in tale modalità, lo scopo è portare un drone saltellitare nella base nemica. Sebbene Call of Duty non sia tra eSports maggiori, rimane uno dei giochi più venduti del suo genere con circa 150 milioni di copie vendute dal 2003 ad oggi.


5. DEFENSE OF THE ANCIENTS 2.


Prodotto da Valve Corporatione nel 2013, DotA 2 è un titolo simile nella struttura a League of Legends, rientrante, quindi, nella categoria dei MOBA ed anch’esso play for free.

Due squadre, i “Sentinel” e gli “Scourge”, combattono l’una contro l’altra in una mappa dall’ambientazione fantascientifica dove i team sono posizionati uno, i Sentinel, a sud-ovest e l’altro, gli “Scourge”, a nord-est. Scopo del gioco è distruggere l’"Ancient", ossia una struttura posizionata al centro della base avversaria, fiancheggiata da torri di difesa.
Ogni player guida un “eroe” – può sceglierne tra 112 ognuno con proprie caratteristiche basate su Forza, Agilità ed Intelligenza – e deve coordinarsi con gli altri membri del team per vincere la partita.

Sebbene DotA 2 non sia tra gli eSports più giocati, è l’eSports più lucrativo al mondo. Un esempio su tutti: nel 2014, in “The International”, il torneo più importante di Dota 2, è stato assegnato il montepremi più alto della storia degli eSports, ben 10 milioni di dollari!


6. HALO.


Torniamo nel genere FPS. Halo è una serie di videogame incentrata in una guerra interstellare tra umani ed un’alleanza di alieni. Pubblicati da Microsoft Game Studios dal 2001, inizialmente sono stati sviluppati da Bungie Studios (da Halo: Combat Evolved fino ad Halo: Reach), successivamente (da Halo 4) da 343 Industries. Ad oggi, Halo è arrivato al quinto capitolo, uscito il 27 Ottobre 2015, e solo nella prima settimana di vendite ha incassato ben 400 milioni di dollari!


7. FIFA.


Per il pubblico italiano, l’equivalente virtuale di una reale partita di calcio non ha bisogno di presentazioni. Sebbene una partita di calcio si disputi 11 vs 11, il gioco è one-to-one, con il player che gestisce tutta la squadra in campo. FIFA è ancora un gioco in cui la casualità dell’evento riveste una percentuale alta affinché possa essere considerato un eSport popolare come gli altri citati.
Certamente ha tutte le carte in regola affinché lo possa diventare ma, ad oggi, la richiesta di mercato non è poi così popolare se riferita all’intero globo; ciò perché il pubblico usufruisce del calcio già in svariati modi, sia in televisione, in internet, che dal vivo andando allo stadio.

Fatto sta che, in particolare in Europa, alcune club di calcio hanno creato dei team di FIFA eSports che li possano rappresentare nelle competizioni ufficiali ed, in particolare, abbiamo già avuto modo di dire negli scorsi articoli come, in riferimento alle nostre squadre italiane, Sampdoria, Roma e Genoa abbiano già compiuto questo passo ingaggiando dei pro-gamer.

Sebbene il livello e la popolarità di FIFA non sia ai livelli degli altri eSports, diventare un campione può essere molto remunerativo: basti pensare che nell’ultima edizione del FIFA Interactive World Cup, il primo classificato ha vinto un premio di 200.000 dollari ed il secondo 40.000, con premi via via a scalare fino ai 1000 dollari dal nono al sedicesimo classificato.


In riferimento a quanto detto per FIFA, in generale possiamo affermare che solitamente sono considerati come eSports veri e propri quelli che riguardano fatti, personaggi e situazioni non facilmente accessibili nella realtà o non esistenti nella vita reale.


Pubblicato da Angelo D'Arrigo il 09/10/2017

Tags:  fifa  esports  starcraft  call of duty  dota 2  halo  counter strike  league of legends 










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