Feed RSS

FELICE ACCAME. Le radici della scommessa.


Nella lingua italiana, il prefisso s- proviene speso dall’"ex" latino.


Designava l’uscita da un luogo o la perdita di una condizione, assenza, privazione – come, poi, in verbi come “s-fiorire” e “s-legare”, oppure in nomi come “s-fiducia” e “s-lealtà”, con salti metaforici anche cospicui come quando da “costume” ricaviamo uno “scostumato” o da “bocca” uno “sboccato”.

Ricostruire un percorso analogo per la parola “scommessa” – a giudicare da quanto si legge nei dizionari etimologici – non è facile. La parola “scommessa” compare già nell’italiano del Trecento e, all’incirca, significa “disunire cose o parti commesse fra loro”, dove il “commesse” sta per “messe assieme”.
Ma, già nel Settecento la parola era passata a designare un “affermare con certezza” e, nei primi anni dell’Ottocento, “puntare denaro al gioco” che, in termini di attività, preludevano chiaramente al “fare una previsione fra due o più persone, impegnandosi reciprocamente a pagare una data somma o a soddisfare un impegno, secondo che il risultato dell’evento su cui si discute dimostrerà esatte o inesatte le previsioni degli uni o degli altri”, ovvero al significato tuttora in auge.

Il salto è così lungo che due valenti linguisti come Cortellazzo e Zolli – autori di uno dei migliori dizionari etimologici in circolazione dal 1988 ad oggi – parlano in proposito di “passaggio semantico poco chiaro”. Mentre un confronto con l’inglese – “bet”, da cui “betting”, si sa che viene usato sul finire del Cinquecento con il significato di “pegno”, ma non si sa da dove salti fuori – non ci illumina su granché, forse è nella lingua francese che rimane traccia delle operazioni mentali simili alle nostre e perdute nella memoria collettiva. Infatti, la scommessa, in Francia, è un “pari”, che viene dal verbo “parier”, che nel Trecento stava per “comparare”, “mettere alla pari”. Si com-para allorché le cose in gioco siano almeno due – come diventa “due”o più il risultato del dividere qualcosa di “commesso”.

E, a pensarci bene, in ogni scommessa nel senso odierno del termine, la vincita o la perdita è determinata da un confronto tra almeno due risultati: quello che mi sono rappresentato e quello che, in un secondo momento, ho percepito – tra un costituito qui e ora e un costituito posto sull’asse del tempo e specificato al futuro.


Pubblicato da Felice Accame il 23/10/2017

Tags:  tobetornottobet 










Contatti
Contatti