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Italia: che confusione in spogliatoio!


Che l'Italia di Prandelli stesse vivendo un momento di crisi, fuori e dentro al campo, lo avevamo capito già dalle ultime partite del girone di qualificazione al Mondiale brasiliano.

L'amichevole pre-mondiale Italia-Lussemburgo è servita a rendere quanto mai evidenti i problemi tecnico-tattici, ma soprattutto di spogliatoio, della nostra Nazionale. 

Un gruppo che fino all'estate scorsa, dopo la buona Confederations Cup e reduce da un secondo posto agli Europei 2012, pareva molto coeso si è dimostrato invece quanto più spaccato in 3 parti. 
Infatti i retroscena svelati in seguito alla nostra eliminazione manifestano come il ct bresciano fosse da solo contro i senatori azzurri che, non contenti, hanno anche preso una dura posizione nei confronti dei calciatori più giovani della spedizione italiana. 
Infatti, come venuto a galla subito dopo la sportivamente tragica sconfitta contro gli uruguayani, lo spogliatoio azzurro all'Arena Das Dunas di Natal era stato oggetto di duri scontri già nell'intervallo, quando Prandelli catechizza definitivamente Balotelli avvertendolo della sostituzione con Parolo. Il 45 rossonero avrebbe reagito al rimprovero del mister come un "bambino viziato", facendo su e giù per lo spogliatoio e borbottando chiare proteste contro tutti. 

Proprio lo scontro Mario-Prandelli è stato il motivo scatenante delle critiche dei senatori, Buffon e De Rossi su tutti, che hanno zittito pesantemente il giovane attaccante, stufi delle sue continue lamentele. 
Inoltre, al termine della partita, Balotelli ha abbandonato subito lo spogliatoio, isolandosi dal resto del gruppo che stava invece assistendo al discorso di addio del pluricampione Andrea Pirlo. 
Atteggiamento questo che ha fatto infuriare parecchio i vari Bonucci, Barzagli e De Rossi che hanno riportato indietro il centravanti per, quantomeno, non mancare di rispetto a un furiclasse che invece ha sempre rispettato tutti. 

Già in passato il blocco juventino della nazionale aveva "rimproverato" al ct di essere troppo buonista nei confronti del 23enne che, effettivamente, ne ha sempre combinate di tutti i colori, forte della sicura e costante difesa assicuratagli dai vari organi dirigenti. 
In tal senso pesanti sono state le dichiarazioni post partita di Daniele De Rossi e del capitano Gigi Buffon. Il portierone bianco-nero ha affermato che, nonostante si parli sempre di cambio generazionale per garantire maggiori stimoli, gli unici a "tirare avanti la carretta" sono i soliti veterani che ci mettono il cuore partita dopo partita, al contrario di quei giovani che non hanno affatto dimostrato attaccamento alla maglia. 
Il romanista capitan-futuro sostiene che, sebbene non si debbano trovare alibi ad una disfatta totale del gruppo, è ora di ricominciare da veri giocatori e veri uomini che combattono e lottano in campo, lasciando a casa "le figurine e i personaggi" che non servono alla nazionale. 

Così l'invito per l'Italia, affinchè in futuro possano ritornare quelle soddisfazioni lontane ormai diversi anni, è quello di ripartire da giocatori che ci credono e di far si che ad essere selezionati siano quei calciatori che dimostrano seriamente attaccamento per la maglia azzurra che ha bisogno di ritrovare un gruppo forte, compatto e coeso come quello che ha sollevato la coppa del mondo 8 anni fa a Berlino.


Pubblicato il 02/07/2014

Tags:  brasile2014 italia 










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