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FELICE ACCAME. Certezze e dubbi sull'esito di una scommessa


Matematico, fisico, scienziato dalle innumerevoli curiosità e famoso al tempo suo per aver inventato un metodo rimasto più o meno segreto per la conservazione dei cadaveri, Paolo Gorini (1813-1881) merita di essere ricordato – con grande affetto e indubitabile stima – così come lo ricorda in tante pagine delle sue Note azzurre Carlo Dossi.

In una di queste – nella nota numerata 3704, per esser precisi -, non senza malizia, Dossi racconta che Gorini “discorrendo con una signora sul posto dove le donne pongono prima gli occhi, guardando un uomo", e dicendo la signora ‘la fronte’ e Gorini altro luogo, fu fatta una scommessa. Il dì dopo Gorini capitò dalla signora. La quale, arrossendo “ma che cosa l’ha lì, signor Paolo”; e accennava alla brachetta di lui donde pendeva un peperone verde. E Gorini ridendo: Mo perché non ha guardato qui – e toccossi il cappello, dove stava impiantato un peperone rosso”.

Etologia alla mano, la scommessa avrebbe anche potuto perderla e, molto probabilmente, l’ha persa davvero. Solo che, nessuno dei due – né il Gorini né la compiacente signora – potevano verificarne l’esito.
I movimenti dei bulbi oculari o, meglio, saccadici sono rapidissimi e ben difficilmente chi guarda può essere pienamente consapevole del “primo” posto dove sta guardando. Che, peraltro, nella maggior parte dei mammiferi – maschio o femmina che sia – è la zona degli occhi da cui proviene quella molteplicità di segnali che, se vogliamo sopravvivere, dobbiamo interpretare correttamente e rapidamente. Il Dossi, maschilista emerito, assegnando la vittoria a Gorini, si guarda bene da un rilievo simile e – lo faccio notare a latere – non ci dice neppure cosa era stato messo in palio.


Pubblicato da Felice Accame il 25/03/2018

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