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26. Quali sono gli errori da non commettere nelle scommesse?


Scrivendo i tanti articoli di "Scuola di Betting", mi sono accorto che è stato sì spiegato un metodo per pronosticare e mancava però una sorta di elenco di errori da non commettere a priori quando si scommette o quando si approccia a diventare un tipster professionista.


Sono errori che, chi più chi meno, abbiamo tutti noi commesso ed, infatti, molti di essi sono presi dalla vita quotidiana, dai discorsi con gli amici in sala scommesse, da commenti sulle pagine facebook (mal)gestite da aspiranti maghi dei pronostici che chiudono la pagina stessa alla prima difficoltà.
Andiamo con ordine e partiamo da ciò che è più importante e basilare.

1) Le scommesse sono un gioco, non sono la tua fonte di reddito!


L'abbiamo spesso detto in più di un'occasione. Le scommesse, i pronostici, il betting, rappresentano un gioco e, come tale, non possono andare a compromettere altri settori più importanti della tua vita.
Non cercare mai di giocare più di quello che ti puoi permettere e soprattutto non giocare sperando che poi con quella vincita risolverai il tuo problema, pagherai l'affitto, potrai comprare la macchina dei tuoi sogni. Non funziona così!
Gioca sempre responsabilmente, non cercare mai di diventare ricco in un giorno e diffida da chi ti promette uno stipendio alternativo al mese.

2) Giocare solo le multiple.


Tale errore è un corollario del primo in quanto, con la multipla (o bolletta, che dir si voglia), si cerca la vincita della vita o comunque una vincita alta, risolvitrice di problemi economici.
Tale modo di scommettere è frutto essenzialmente della prevalenza del lato emotivo dello scommettitore rispetto a quello razionale che, invece, dovrebbe governare le nostre scelte in tale ambito.
Lo scommettitore amatoriale non ragiona e si fa incantare dalla possibile vincita: più è alto il moltiplicatore e più è tentato dall'aumentarlo, spinto dall'avidità della vincita!
"Ne aggiungo solo un'altra". "No, dai, il Real Madrid non posso non metterlo". "Questa oggi vince sicuro, aggiungi pure!". "Ma è il Barcellona, c'è Messi, vuoi che non li faccia almeno tre gol?".
E così via, troppi ne avrei da dire di luoghi comuni e frasi fatte. Anziché guardare la possibile vincita che sale, si dovrebbe guardare la probabilità di vincita che scende.
Abbiamo avuto già modo di spiegare qui come calcolare la percentuale di vincita di una scommessa sportiva: essa è indicata appunto dalla quota assegnata all'evento.
Esempio: Juventus - Cagliari 1 @1,20. Ciò significa che il bookmaker assegna l'83,3% di probabilità di vittoria alla Juventus.
Infatti: 100/1,20 = 83,3%

Ragionando come uno scommettitore occasionale, ammettiamo di aver giocato una multipla di quota finale 70. Cerchiamo, quindi, di vincere 700 € con 10 €: sarebbe decisamente un bell'affare. Peccato che: 100/70 = 1,43% di probabilità di vincere.
Praticamente, ho la stessa probabilità di vincere che ho quando partecipo alla lotteria di quartiere. Con la differenza che la lotteria di quartiere c'è una volta l'anno, le scommesse praticamente sempre con la conseguenza che, anche solo 2 € alla volta, sommate per una stagione bettistica, alla fine pesano sul bilancio se non vengono mai coperte.

In conclusione, le multiple sono quanto più possibile da evitare. Tu dici: "ma se avete anche un canale telegram dove di tanto in tanto le proponete? Che coerenza è?".
Se pensi così, forse è perché non ci segui da principio. Da sempre, il nostro metodo di betting si basa sulle giocate in singola e consideriamo la giocata in multipla alla stregua di un puro divertimento ed è comunque un qualcosa che sappiamo che potevamo coprire grazie agli utili che hanno caratterizzato la stagione bettistica 2017/2018.
La multipla, quindi, va bene solo ed esclusivamente se si è consapevoli che si è alla ricerca di un colpo di fortuna e non se la consideriamo come nostra unica strategia di gioco.

3) Giocare al raddoppio.


Parlammo di tale strategia di gioco in questo articolo di Scuola di Betting. Qui vogliamo ricordarlo poiché, al pari delle giocate in multipla, è un metodo di gioco che ben presto ti potrà lasciare in mutande.
Il metodo si basa sulla convinzione che prima o poi si indovinerà un pronostico. Utilizzato anche nella roulette, nel gioco del Rosso e del Nero, molti scommettitori si affidano ad esso pensando, erroneamente, che, andando avanti con le scommesse, la probabilità di vincere aumenti in quanto non si può perdere all'infinito. Che non si possa perdere all'infinito è relativamente vero ed allo stesso tempo è FALSO che il numero di volte in cui s'è perso in precedenza, aumenti la probabilità di vincere della volta successiva.
Il motivo è presto spiegato: se io lancio una moneta, ho il 50% di possibilità che esca testa ed il restante 50% di probabilità che esca croce. Effettuo il primo lancio ed esce testa. Mi preparo al secondo lancio: secondo te, la possibilità che ora esca croce è aumentata o diminuita rispetto al primo lancio? Chi adotta questo metodo risponderà: è aumentata!
Ho una notizia per coloro i quali hanno risposto così: la probabilità che esca croce è esattamente la stessa del primo lancio e lo sarà ad ogni lancio successivo.
Ciò perché, semplicemente, le condizioni saranno sempre le stesse ad ogni lancio e, di conseguenza, anche la probabilità associata ai possibili esiti.
Certo, potrebbe cambiare ad esempio la forza del vento se sto all'aperto, il numero di giri che faccio eseguire alla moneta, il modo in cui essa cade in terra, la forza con la quale viene lanciata e così via, ma non saremo mai in grado di calcolare a priori come essi possono variare, se la possono variare, la probabilità connessa ai due esiti (testa o croce).
Voglio qui ricordare anche una scena del famoso film "Lo scopone scientifico" degli anni '70 con Alberto Sordi. Peppino (Alberto Sordi) ed Antonia (Silvana Mangano) sono due poveri abitanti di una baraccopoli romana ed hanno l'occasione della vita giocando una partita di carte con una donna anziana facoltosa (Bette Davis) ed il suo maggiordomo (Joseph Cotten). La coppia riesce a vincere la prima, la seconda, la terza, la quarta partita e, la donna, per recuperare quanto perso, gioca sempre al raddoppio. Ciò provoca negli abitanti borgatari le fantasie su quanto i due vinceranno alla n-esima partita ma arriva Richetto "Er Baro" (un fantastico Domenico Modugno), giocatore professionista, a spegnere i facili entusiasmi, affermando che "la vecchia ha un capitale immenso e si può permettere di giocare all'infinito mentre se Peppino sbaglia una mossa, è fottuto". E Peppino quella mossa la sbaglierà, perdendo appunto tutto quanto precedentemente accumulato.
Da tale episodio, quindi, ben si capisce quanto sia pericoloso giocare al raddoppio se alle spalle non si abbia una copertura pressoché infinita (e quanti tra noi possono affermarlo?).

4) "All-in" e gestione del denaro.


Il quarto errore è diretta conseguenza di quelli già enunciati poiché chiude il discorso sugli errori fatti con le scommesse e che riguardano in particolare l'aspetto economico.
Quando non si ha una corretta gestione del denaro, si arriva a giocarsi tutto. Spesso ciò è conseguenza di voler rimediare a perdite passate ed allora si tenta il tutto per tutto, l'all-in che andrebbe a pareggiare le entrate e le uscite.
Già, ma se si sbaglia di nuovo? Non voglio neanche pensarlo, ho già l'ansia!

Ecco che allora dobbiamo prevenire tali situazioni e l'unico modo è avere una corretta gestione del denaro.
Cosa significa? Innanzitutto, dobbiamo tenere a mente il primo punto ossia mettere in gioco una cifra che, qualora vada persa, non comprometta altri settori della nostra vita, quali le cure ed il cibo per la famiglia, le bollette e l'affitto da pagare, la rata della finanziaria, eccetera.
Una volta stabilita la cifra massima da destinare al gioco (il bankroll), è il momento di scegliere lo stake ossia l'importo che di volta in volta dedicheremo alle nostre giocate in singola.

La regola è di tenersi bassi: noi, per ogni singola scommessa, consigliamo di giocare l'1% od il 2% del tuo capitale se sei alle prime armi e, in ogni caso, non più del 5% del tuo budget.

5) Buttarsi a capofitto nel mondo delle scommesse.


Ecco un altro aspetto legato all'emotività. Si scopre il mondo delle scommesse, si legge che tutti vincono, che tutti cambiano la propria vita, che tutti guadagnano senza lavorare. Woooow, che bello! Voglio farlo anch'io!
Tempo un mese, finiti i risparmi della nonna, e si torna alla realtà. Cosa c'è stato di sbagliato? Perché ho perso?
Te lo dico io: hai giocato senza conoscere l'avversario, senza pianificare una strategia per batterlo. Quando approcci alle scommesse, fai dei test! Mettiti alla prova, sii paziente e cerca di simulare le giocate.
Apri un foglio excel e tieni traccia di tutte le tue scommesse, cercando di imparare dagli errori. Cerca la tua strategia, attuala e misura i risultati. Solo se essa sarà vincente poi potrai pensare di mettere in palio soldi veri.

6) Scommettere sulla propria squadra del cuore.


Qui mi verrebbe da dire che non si mischiamo mai i sentimenti col portafogli.
Quante volte, nella multipla della domenica, hai inserito la tua squadra del cuore perché tanto "oggi si vince facile, oggi è impossibile perdere".
Oppure l'hai fatto solo per seguire la partita con più voglia, con più interesse. Ecco, questi sono tutte motivazioni irrazionali che ti spingeranno a perdere. Ed anche il fatto di giocare contro la tua squadra perché "così se perde, almeno ho la soddisfazione di aver guadagnato qualcosa".
Ma dai... svendi davvero il sentimento per la tua squadra per pochi spicci? Ed inoltre, come seguiresti la partita? "Spero vinca davvero il Milan, però, vabbé, pure 50 € in più in tasca mica mi dispiace averli". Troppe complicazioni, non trovi?

7) Giocare in base al nome della squadra.


Errore praticamente collegato e molto simile al precedente. Forse è l'errore più comune ed ignorante tra i nostalgici che bazzicano le sale scommesse di paese: "Guarda che gioca il Real Madrid! Il Real Madrid! Ma che veramente vuoi che non vinca contro l'Atletico??", ignorando totalmente che l'Atletico Madrid ad oggi è squadra forte quanto il Real e non è semplicemente la "seconda squadra" di Madrid come forse si pensava 30-40 anni fa.

Molte persone giocano in base al nome appunto, tralasciando completamente i risultati precedenti, lo stato di forma, le formazioni, eccetera. E quando perdono provano un sentimento di stupore più che di rabbia. E nemmeno si preoccupano di capirne il perché.

8) Giocare senza informazioni, giocare senza studiare.


Che le scommesse siano un gioco l'abbiamo detto, ciò non significa prenderle alla leggera.
Il tuo obiettivo è pur sempre vincere, giusto? Bene, allora per raggiungere tale obiettivo non puoi permetterti di andare in sala scommessa, dare uno sguardo alla classifica e giocare la tua scommessa in un minuto. Se vuoi vincere, devi studiare. Devi documentarti, devi valutare lo stato di forma delle squadre, gli infortuni, gli impegni, le statistiche e tanto altro ma soprattutto... leggi il prossimo errore!

9) Non guardare le immagini.


Questo è un punto che non puoi trascurare e che ti farà davvero far fare il salto di qualità nelle tue giocate.
Guardare solo i numeri delle squadre è fuorviante: non basta dire che se una squadra ha vinto tre partite di fila allora vincerà anche la quarta oppure che siccome ha già vinto tre partite allora non potrà vincere la quarta.
Le motivazioni che stanno alla base di un pronostico devono essere ben più approfondite di qualche numero ed affinché lo siano è imprescindibile guardare le immagini delle partite precedenti. Non ti sto dicendo che devi guardare tutti i novanta minuti di ogni singola partita, non avresti più tempo nella tua vita! Semplicemente, devi dedicare una-due ore a settimana alla visione degli highlights delle partite precedenti e capire il trend della squadra se può essere confermato od interrotto. Una squadra può non prendere gol per due partite di fila ma bisogna capirne il motivo: è forte la difesa o è stato scarso/impreciso l'attacco avversario? Quindi, armati di pazienza e scegli i canali Youtube o i siti che fanno al caso tuo.

10) Scommettere su tutto.


Legato al punto precedente, un errore che spesso commettono tanti miei conoscenti è giocare praticamente su tutto. Il mio amico Giuseppe l'altro giorno mi dice: "Angelo, sai, ho indovinato il GOL di Argentina - Islanda!". "Bel colpo" - gli rispondo - "era quotato almeno a 2,40!". "Eh sì, peccato che poi non ho preso il GOL di due squadre bielorusse".

Santa miseria, dico io, ma dove avresti l'opportunità di seguire come si deve il campionato bielorusso e vederne gli highlights?
Il consiglio, quindi, è giocare solo eventi di cui si hanno sufficienti informazioni, scritte e visive, dalle quali poter fare un ragionamento ed una valutazione. Non è un caso che, nella passata stagione bettistica, abbiamo scommesso solo sui maggiori campionati europei e sulle coppe.

11) Cercare conferma ad una propria sensazione.


Spesso passiamo ore a studiare un pronostico, i numeri e le immagini ci dicono che sì, decisamente finirà in questo modo! Eppure, c'è una vocina in noi che ci invita a non fidarci. Ed ecco che allora cerchiamo in tutti i modi di giustificare tale vocina fino a cercare l'ultimo dei commentatori della tv locale avvalorare quanto da noi pensato! Al diavolo allora tutti i dati oggettivi fin qui analizzati, ascolto il mio istinto! E perdo. Ed avrò il rimpianto di aver considerato troppo una irrazionale motivazione e poco la razionalità oggettiva.

In questi casi, quando siamo attanagliati dal dubbio, lasciamo stare. Il no-bet è la migliore soluzione. Una giocata è razionale quando non abbiamo alcun rimpianto sull'esito della stessa.

12) Giocare le "banker".


S'è detto in precedenza che è tendenzialmente sbagliato giocare in multipla, facendo un'accozzaglia di "quotine" al fine di avere una quota decente. Tu chiedi: allora è meglio giocarle in singola le quotine?

A mio avviso, è un errore anche scommettere sulle banker, perché psicologicamente frustrante e demotivante. Pensa, ci vogliono cinque scommesse esatte ad 1,20 per accumulare tanto quanto vinceresti indovinando una singola di quota 2,00 e ti basta un solo errore per tornare al punto di partenza.
Insomma, il gioco non vale la candela: troppo tempo per vedere qualche frutto, troppo poco tempo per perderlo. E stai pur certo che la giornata storta di Cristiano Ronaldo o la papera di Buffon arriverà.

13) Dare troppo peso al fatto che una squadra debba vincere.


Soprattutto dopo un periodo fatto di sconfitte oppure a fine campionato quando le squadre si giocano tutto per raggiungere i propri obiettivi, si rafforza la convinzione che se una squadra deve vincere, allora vincerà. Ciò non è sempre vero, anzi! Chiediamoci innanzitutto perché una squadra perde sempre? Evidentemente un motivo ci sarà!

Giocare sul "ritardo" di questa squadra, convinti del fatto che prima o poi smetterà di perdere/pareggiare/vincere è come giocare al lotto, quando si aspetta la sortita di un numero ritardatario. Quindi, una motivazione irrazionale, legata essenzialmente alla cabala.
Allora, prima di affermare che "siccome la squadra deve vincere, allora vincerà" pensiamoci bene. La doppia "Fatal Verona" del Milan, il 5 Maggio dell'Inter contro la Lazio, il Roma - Lecce 2-3 del campionato '86 sono solo alcuni esempi di squadre che, seppur motivatissime, hanno perso malamente grandi obiettivi contro squadre che non avevano nulla da chiedere. Se non forse, inconsciamente, di entrare nella storia.


Siamo alla fine (almeno per ora! Non escludo che mi vengano in mente altri errori o magari sarai proprio tu a suggerirmeli) di questo lungo articolo.
Probabilmente uno dei più lunghi di "Scuola di Betting" ma essenziale poiché può essere considerata la base per poter intraprendere la strada di tipster professionista.

Io ti ringrazio di essere arrivato fin qui e, come sempre, ti invito a seguirci su tutti i nostri canali social (Facebook, Twitter e G+) nonché ad unirti nel nostro canale Telegram per non perdere nessun contenuto utile!


Pubblicato da Angelo D'Arrigo il 05/07/2018

Tags:  bettingschool 










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