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To Bet or not to Bet



FELICE ACCAME. La differenza cruciale.


Giungo al termine delle mie note.



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FELICE ACCAME. La scommessa estetica


Senza i contraenti – almeno due – e senza una definizione convenuta dei suoi termini, una scommessa non è tale.



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FELICE ACCAME. I verbi della scommessa


Perlopiù, usiamo delle nostre parole piuttosto inconsapevolmente, senza farci molto caso.



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FELICE ACCAME. Pioveneide. La lunga gestazione di una coda di paglia


Guido Piovene è stato uno scrittore italiano giunto piuttosto presto alla notorietà.



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FELICE ACCAME. La scomparsa dei protagonisti e la permanenza del ruolo.


Nella massa compatta degli scommettitori – il ricordo, ahimé, è “datato”, perché oggi in quasi nessun ippodromo esiste più una “massa”, compatta o meno che sia – accadeva che qualcuno svettasse.



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FELICE ACCAME. Gioco, sesso, cibo e shopping


Spesso, l’essere libero o l’essere determinato è considerato in termini di un’opposizione irrimediabile insita nelle situazioni che viviamo o nelle cose stesse.



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FELICE ACCAME. Alla radice del problema


A compimento di queste mie note, forse, il caso che meglio si adatterebbe è quello di qualcuno che, calcoli alla mano, ha una probabilità di vincere, o anche meno, su un milione di probabilità di perdere e, tuttavia, prima o poi, si butta.



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FELICE ACCAME. Le baruffe dello Stato e dei clandestini


Scritte in un francese alla buona, le Memorie di Carlo Goldoni furono pubblicate nel 1787.



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FELICE ACCAME. Elogio della duplice accoppiata


Prima che inventassero le tris - e ancora per un certo periodo del loro massimo fulgore -, l’analisi più approfondita delle corse in programmazione era riservata alla “duplice accoppiata”.



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FELICE ACCAME. La dignità dello scommettitore


Non ricordo quando s’instaurò l’uso di assegnare un nome alle leggi già approvate o ancora in via di approvazione da parte dei nostri governi.



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FELI CE ACCAME. L'arte del bookmaker


Mentre nella letteratura il tema della scommessa ha ispirato molti scrittori, nelle altre arti il tema – al di là dei giocatori d’azzardo pittoricamente ben inquadrati in giudizi moralistici – latita.



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FELICE ACCAME. Il prezzo della fedeltà


Nella Nona novella della seconda giornata del Decamerone – uso le parole del Boccaccio – si narra di tal “Bernabò da Genova” che “da Ambrogiuolo ingannato, perde il suo e comanda che la moglie innocente sia uccisa".



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FELICE ACCAME. Nomi ottimisti per prossimi pessimisti


Non ho mai ben capito la necessità degli studiosi di letteratura di attribuire a Giacomo Leopardi vari tipi di “pessimismo” – “individuale”, “storico”, “cosmico”, “eroico”, etc. – e non ho mai ben capito in che, questi pessimismi, consistano.



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FELICE ACCAME. Scommesse televisive


Nella storia della televisione italiana ricordo due trasmissioni incentrate sullo scommettere.



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FELICE ACCAME. Puntiglioso e convinto


Ne "Il romanzo del cavallo" (Vallecchi 1966), Nereo Lugli asserisce che "nulla è più inglese che scommettere".



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FELICE ACCAME. Al book o al toto


Sembrerebbe che una vera e propria svolta la si ebbe negli anni a cavallo tra il Settecento e l’Ottocento.



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FELICE ACCAME. Veniale e mortale


Osserva Freud che il bambino non ha alcun timore a giocare anche di fronte agli adulti, mentre un adulto, del gioco – e delle proprie fantasie al gioco connesse – si vergogna. A tal punto da nasconderlo. A maggior ragione, direi, se il gioco in questione implica la scommessa.



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FELICE ACCAME. Dostoevskijana. Una vita di rinunce (tranne una)


Avviandosi verso la conclusione, "Il giocatore" comprende un dialogo in cui il protagonista viene interloquito da un suo conoscente, l’”iperbolicamente ricco” inglese mister Astley.



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FELICE ACCAME. Dostoevskijana. Conto proprio e conto altrui


In casa, la mia passione per le corse dei cavalli non solo era nota, ma, per certi versi – pur che rimanesse nell’ambito di una trasgressione sobria – anche incoraggiata.



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FELICE ACCAME. Dostoevskijana. Ordine e disordine


Quando Fèdor Dostoevskij scrisse "Il giocatore", nel 1866, a quanto sembra, lo scrisse per pagare alcuni debiti di gioco e il gioco in questione – nella vita e nel romanzo – è la roulette.



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FELICE ACCAME. Chi vende e chi compra


Quella stessa incertezza che, prima della scommessa, pareva sopportabilissima e, anzi, caricando di attese, quasi entusiasmava – una sorta di ebbrezza da scommessa effettuata -, quella stessa incertezza ad evento concluso viene a pesare come un macigno.

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FELICE ACCAME. Orgoglio e giudizio


Il 28 e il 29 settembre del 1891 – come racconta nelle sue Note azzurre (Adelphi, Milano 1964, nota n. 5421, pag. 801) - lo scrittore Carlo Dossi va a Montecarlo e lo trova “luogo incantevole per le cure che vi hanno posto gli uomini”: tutto giardino, “museo pratico e vivente di botanica”.

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FELICE ACCAME. Lo steccato della verità


Il peso di un’opinione, si sa, non è sopportabile da tutti.



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FELICE ACCAME. Persa in partenza


Alla base della storia raccontata nel film che Patrice Leconte ha diretto nel 2006 c’è una scommessa e, alla base di questa scommessa, c’è un’incongruità.

Dunque – più o meno – l’inizio della vicenda è questo: alla festa di compleanno di un ricco antiquario la sua socia mette in dubbio che, a tanta rilevanza sociale, corrisponda un’autentica amicizia e, ovviamente, l’interessato replica che non è affatto vero.

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FELICE ACCAME. Prolegomeni ippici all'educazione sentimentale


Erano due fratelli – siamo ai tempi in cui, nell’inverno di San Siro, ci si riuniva attorno ai bracieri, nel parterre.



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FELICE ACCAME. L'incorregibile


Nella mia lunga vita di milanese d’importazione, di “damatrà” ne ho incontrati parecchi anche se ci ho messo un po’ a riconoscerli – e a capirli.



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FELICE ACCAME. L'additivo dell'incertezza


Tranne la domenica e quelle che un tempo venivano dette “feste comandate”, lo vedevo tutte le mattine e tutte le mattine lo vedevo correre.



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FELICE ACCAME. Rien ne va plus


Non credo che nella vecchia e fumosa sala corse ci si potesse imbattere in solitudini diverse da quelle con cui ci si può imbattere in una modernissima e lucente sala giochi.

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FELICE ACCAME. L'anonimo superstizioso


Avremmo tutti da guadagnare se il premio andasse sempre e comunque a chi ha il coraggio delle proprie idee – giuste o sbagliate che siano o giuste o sbagliate che qualcuno riesca a dimostrarle – e il castigo a chi si tiene nascosto l’asso nella manica.

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FELICE ACCAME. Certezze e dubbi sull'esito di una scommessa



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FELICE ACCAME. La società dal colpo fortunato.


“Gratta e Vinci”, estrazioni di numeri al Lotto tutti i giorni e più volte al giorno.



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FELICE ACCAME. L'amore fa vincere la scommessa


I soggiorni inglesi dello scrittore danese Hans Christian Andersen non devono essere stati dei più felici e, in una delle sue fiabe più belle, a modo suo, se ne vendica.



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FELICE ACCAME. Uova alla babilonese.


In maggiore o minor misura, ogni scommessa si basa sull’applicazione della nota coppia di categorie mentali costituite dalla causa e dall’effetto.



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FELICE ACCAME. Una scommessa sicura.


Esiste la scommessa sicura?



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FELICE ACCAME. L'autentica fede del falso operatore ecologico.


L’avevo già notato anni or sono: gli scommettitori sono poco o nulla inclini al rispetto del loro stesso ambiente.



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FELICE ACCAME. Una via di scampo alla previsione sbagliata


Come è noto, c’è stato un tempo – che per taluni, ahinoi, dura tuttora – in cui la differenza tra astrologi e astronomi era minima, a volte fin insussistente.



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FELICE ACCAME. La scommessa più e meno sportiva


Nel dicembre scorso, fu approvato dal governo del nostro Paese un emendamento della cosiddetta legge “Finanziaria” da cui avrebbe potuto – e dovuto – prendere l’avvio una riforma delle scommesse.



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FELICE ACCAME. La scommessa della specie


L’ecologo e biologo evoluzionista Menno Schilthuizen (in Organi sessuali, evoluzione e biodiversità, Bollati Boringhieri, Torino 2014) ci dà un bell’esempio di uno scommettitore (anzi, di una scommettitrice) che gioca a casaccio – e che, fino ad ora, vince.



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FELICE ACCAME. Una scommessa rimborsata in via autonoma


Che nello scommettere – nelle attese dello scommettitore in ordine alle proprie previsioni – ci sia anche qualcosa di etico lo conferma un ormai datatissimo episodio avvenuto anni or sono – nel 1993 - e puntualmente riferito da “Trotto Sportman”, il giornale degli ippici riunificati dopo che “Il trotto” – il giornale dei trottisti – si era fuso con “Lo sportman” – che già nell’anglofilia del nome si palesava come il giornale dei galoppisti.

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FELICE ACCAME. Scommettere è un gioco?


Dalla mia amica Margherita Marcheselli ricevo la seguente lettera intitolata ad una domanda: scommettere è un gioco?



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FELICE ACCAME. Matematicamente certo e matematicamente incerto.


In un film che, quando uscì nelle sale italiane – nel 1961 -, fece molto discutere – L’anno scorso a Marienbad, diretto da Alain Resnais sulla base di un soggetto e di una sceneggiatura dello scrittore Alain Robbe-Grillet -, c’è un momento in cui un personaggio dice all’altro: “Conosco un gioco in cui vinco sempre”.

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FELICE ACCAME. Pietà per chi cade.


Chi ha frequentato un ippodromo o anche una sala-corse (più che uno stadio di calcio dove la divisione dei posti impone certe gerarchie) sa come il luogo stesso – per la concentrazione di persone animate da un medesimo interesse – favorisca quello che un tempo si sarebbe chiamato l’”interclassismo”, ovvero la relazione aperta e paritaria fra persone di classe sociale diversa.

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FELICE ACCAME. Dedotte le spese.


Facendo bene il conto di linee ferroviarie, piroscafi, carrozze e altri mezzi di locomozione disponibili, c’è chi, nel 1872, poteva giungere alla conclusione che un giro completo del pianeta Terra poteva essere compiuto in ottanta giorni esatti.

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FELICE ACCAME. La "scommessona".


Nella sua breve e malatuccia esistenza, Blaise Pascal (1623-1662) è riuscito a combinarne a sufficienza per essere ricordato come matematico, fisico, filosofo e fin teologo.



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FELICE ACCAME. Valore morale e valore materiale.


La durata di una scommessa ne può capovolgere il senso fino al punto di farle perdere qualsiasi senso per chi ha scommesso.



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FELICE ACCAME. La moralità del totalizzatore.


Figlio di Paolo e nipote di Giovanni – il fortunato autore di “Ricordi di scuola” -, continuando i mestieri di famiglia, Simone Mosca fa il giornalista e scrive spesso dei bei ricordi di cose perdute sulle pagine di “Repubblica”.



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FELICE ACCAME. I giochi proibiti.


Ancora nel 1968 – lo cito come anno di svolta, di cambiamenti nelle consuetudine sociali più radicate -, nei bar e nei locali di pubblico intrattenimento, su una parete – di solito, poco in vista – stava il cartello dei “giochi proibiti".



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FELICE ACCAME. Individuale e collettivo.


Sto cercando di capire quali presupposti – consapevoli e meno – governino le mie eventuali scommesse.



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FELICE ACCAME. Premessa allo studio antropologico della scommessa.


Nella storia della psicoanalisi qualche studio sulla propensione al gioco d’azzardo e alla scommessa c’è stato.



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FELICE ACCAME. Gioia di vivere e profanazione.


Nonostante le assicurazioni sulla vita – che, a quanto pare, nascono nella Gran Bretagna del 1705 allorché due società cominciano a mettere a frutto i calcoli statistici sulla mortalità della popolazione -, scrupoli morali sull’oggetto frenano la propensione alla scommessa.



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